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KARLOVY VARY 2022 Proxima

Recensione: The Uncle

di 

- Il primo lungometraggio di Andrija Mardešić e David Kapac ci porta in uno strano Natale con uno zio malevolo nella Jugoslavia degli anni '80

Recensione: The Uncle
Goran Bogdan, Roko Sikavica e Ivana Roščić in The Uncle

Natale! Immensi sforzi e continui attacchi di ansia per tutti i membri della famiglia, e tutto per la volontà di adattarsi agli ideali socialmente imposti di festa e "spirito di vacanza". Il lavoro e l'ansia raddoppiano se si tratta di un raduno di parenti più corposo, e possono triplicare se arriva un parente ricco dall'estero, perché deve essere messo in scena un vero spettacolo.Un incontro di Natale con uno zio venuto dalla Germania nella Croazia socialista (allora parte della Jugoslavia) negli anni '80, come immaginato da Andrija Mardešić e David Kapac nel loro primo lungometraggio, The Uncle [+leggi anche:
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, ha aperto il nuovo concorso Proxima a Karlovy Vary, ed è qualcosa non facile da dimenticare.

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La famiglia, composta da padre (Goran Bogdan), madre (Ivana Roščić) e figlio ventenne (Roko Sikavica), attende lo zio del titolo (Predrag Miki Manojlović, noto soprattutto per le sue collaborazioni con Emir Kusturica nei primi lavori del regista). Una volta arrivato nella sua Mercedes blu, inizia lo spettacolo che include sfumature religiose e sfumature nazionaliste. Non tutto è perfetto: il tacchino è poco cotto e i biscotti sono bruciati, il figlio per qualche motivo si comporta come un adolescente e l'autorevole zio è troppo condiscendente nei confronti della famiglia e visibilmente dispiaciuto per alcune delle loro domande. Altri strani "glitch" appaiono in questa realtà degli anni '80, che mettono in dubbio se qualcosa sia reale in questo ambiente costruito.

Ma a quanto pare non lo è. Si tratta di uno show “scritto e diretto” dallo zio, che sa esattamente cosa vuole, ma non ha le capacità per realizzarlo. Ripetendosi in loop giorno dopo giorno, questo spettacolo nasconde un plot molto più sinistro di abusi emotivi e mentali, e talvolta anche fisici.

Le influenze cinematografiche del duo sono piuttosto evidenti, da Michael Haneke (soprattutto Funny Games) a Yorgos Lanthimos (in particolare Dogtooth [+leggi anche:
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), ma The Uncle a volte finisce in un territorio più oscuro e meno tracciato che non abbiamo ancora visto nel cinema croato. E’ lodevole l’attenzione ai dettagli, che costruisce la realtà dei lavoratori emigrati croati di fine anni '80 e inizio anni '90 che si atteggiano a dissidenti mentre sventolano una bandiera nazionalistica e iperreligiosa, come risulta evidente dalla produzione e dai costumi, dalla scelta calzante della colonna sonora synth composta da Miro Manojlović e dei segmenti VHS magistralmente montati con il materiale girato in gran parte digitalmente. La fotografia nitida di Miloš Jaćimović (Barbarians [+leggi anche:
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di Ivan Ikić) aggiunge una notevole freddezza a quest’opera atmosferica.

Mardešić e Kapac sono anche piuttosto bravi a dirigere gli attori. Miki Manojlović ha ancora la statura da star di un attore nel fiore degli anni e adesso può tuffarsi a capofitto nell'interpretazione di un personaggio malvagio. Bogdan e Roščić hanno una chimica convincente nei ruoli di un padre codardo e una madre sull'orlo dell’esaurimento, mentre Sikavica canalizza la stranezza e l'impotenza in modo altrettanto convincente.

Tuttavia, c'è un problema con la struttura circolare e le ripetizioni, che complicano la situazione quando si tratta di rivelare con il contagocce le informazioni, i colpi di scena e i graduali cambiamenti nell'aria. In effetti l'intera parte centrale del film sembra trascinarsi ripetitiva. In ogni caso The Uncle è un debutto interessante che mette in mostra il talento dei suoi due creatori e che sicuramente colpirà il pubblico nazionale e internazionale.

The Uncle è una coproduzione tra Croazia e Serbia di Eclectica (che si occupa anche delle vendite internazionali) e Sense Production.

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(Tradotto dall'inglese)

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