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CANNES 2022 Un Certain Regard

Recensione: Sick of Myself

di 

- CANNES 2022: L'indimenticabile film di Kristoffer Borgli, uno dei migliori del festival, è deliziosamente irritante

Recensione: Sick of Myself
Kristine Kujath Thorp in Sick of Myself

Ecco a voi Signe e Thomas (Kristine Kujath Thorp e Eirik Sæther). Sono belli, sono privilegiati e non si possono sopportare per più di cinque minuti. Apparentemente adatti l'uno all'altra, i due si danno da fare cenando con stile (e poi fuggendo senza pagare) o taccheggiando, ma solo mobili di design, ovviamente. Tuttavia, quando Thomas è sul punto di sfondare finalmente come artista contemporaneo, a Signe questa cosa non piace affatto. Anche lei vuole attenzione, e probabilmente l'ha sempre voluta. E così, determinata, se la procura silenziosamente, rendendosi letteralmente malata.

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di Kristoffer Borgli è il tipo di storia che si inizia a odiare, per poi rendersi conto che qualsiasi cosa queste persone stiano facendo è in realtà facile da capire. Li conosci, sei loro. E questo è probabilmente l'aspetto più spaventoso - o più malato? - di tutto ciò.

Presentato a Un Certain Regard di Cannes, è la tragedia più divertente del festival di quest'anno o la sua commedia più tragica. Quello che all'inizio sembra un bel dramma nordico con un bel cast - prodotto nientemeno che dal team di La persona peggiore del mondo [+leggi anche:
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, - si trasforma in un body horror grazie al designer di trucco prostetico, Izzi Galindo, con il volto di Signe che diventa un vero e proprio Toxic Avenger.

È una mossa rischiosa, visto che il pubblico d'essai tende a essere schizzinoso, ma rende il film indimenticabile. Cronenberg ha appena affermato che "la chirurgia è il nuovo sesso" nel suo film presentato a Cannes, Crimes of the Future [+leggi anche:
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, ma questo è sicuramente il film che nessuno si aspettava.

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, una commedia romantica su una giovane donna che non vuole assolutamente essere incinta, questo segna un'altra grande parte per Kristine Kujath Thorp. Presto sarà possibile scrivere interi saggi sull'"aspetto rivoluzionario dei personaggi femminili antipatici nei film" basandosi solo sulle sue parti, che sono complesse, coinvolgenti e divertenti. Ma è soprattutto una storia di relazioni, di due persone che dovrebbero sostenersi a vicenda ma che in segreto vogliono essere protagoniste e sono ridicolmente egocentriche. Se il vostro partner non si accorge subito che siete ricoperti di sangue, indipendentemente dal fatto che sia il vostro, c'è qualcosa di profondamente sbagliato.

"I narcisisti sono quelli che ce la fanno" è una frase che si ripeteva sempre nel corso dell'ultima presidenza americana e che sta tornando in auge, ma Borgli preferirebbe vederli fallire. È un'interessante esplorazione di quanto ci si possa spingere in là per farsi notare, e per cosa, esattamente? Per "56 messaggi e qualche visita" o per un articolo che non diventa nemmeno virale perché un "fottuto nerd ha sparato a tutta la sua famiglia". È probabile che quel nerd avesse lo stesso piano.

Sarebbe facile ridere di tutto questo - chiamarlo estremo - ma ci sono parti di questo film che sono forse troppo riconoscibili per essere considerate confortevoli. In definitiva, tutta la follia si riduce a una domanda che, consapevolmente o meno, ci poniamo tutti molto spesso: "La gente chiede di me?".

Sick of Myself è stato prodotto dalla compagnia norvegese Oslo Pictures e quella svedese Garagefilm International. Le sue vendite sono gestite da Memento International.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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