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CANNES 2022 Concorso

Recensione: Boy from Heaven

di 

- CANNES 2022: Nel nuovo film di Tarik Salehi, intrighi e cospirazioni sono ovunque all'interno dei confini dell'Università Al-Azhar del Cairo

Recensione: Boy from Heaven
Tawfeek Barhom in Boy from Heaven

Dopo la vittoria al Sundance e il successo internazionale con il suo thriller ambientato al Cairo The Nile Hilton Incident [+leggi anche:
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, il regista svedese Tarik Saleh è stato preso alla sprovvista quando il film è stato bandito dagli schermi egiziani, giacché era considerato "poco lusinghiero" nella sua rappresentazione delle forze di polizia nazionali. Ora Saleh, un regista che difficilmente limita le sue visioni, torna nel paese delle sue radici paterne con Boy from Heaven [+leggi anche:
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, selezionato in concorso al 75° Festival di Cannes. Questo denso racconto di intrighi orribili si svolge dietro le mura della Moschea e dell'Università Al-Azhar del Cairo, la culla dell'Islam sunnita e il suo centro di potere assoluto.

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Maestosa, distinta e intimidatoria sono espressioni che insieme potrebbero iniziare a descrivere l'assoluta imponenza di Al-Azhar. L'impressione d’insieme è vista attraverso gli occhi del giovane Adam, proveniente da un piccolo villaggio di pescatori, che ottiene una borsa di studio contro ogni previsione. Lo sguardo sul suo volto il giorno del suo arrivo è lo stesso del nostro, e una volta lasciato entrare tra le mura di questo colossale complesso di conoscenze, con radici che risalgono al X secolo, si dispiega un intero universo, che è stato perfezionato nel corso del tempo per uno scopo concepito oltre mille anni fa.

Quasi da allora, le forze religiose e laiche in Egitto sono state coinvolte in una lotta per il potere, alimentata negli ultimi tempi dalla Primavera araba dei primi anni 2010, che svolgeva un ruolo cruciale in The Nile Hilton Incident. In Boy from Heaven, Adam viene ripreso nel bel mezzo di una tempesta, poiché il Grande Imam, che si trova lì con il Papa, muore improvvisamente e deve essere nominato un successore. Mentre un tale mandato spetta saldamente al Consiglio supremo degli studiosi islamici, simile a un conclave, anche l'istituzione altamente laica per la Sicurezza dello Stato è determinata ad avere voce in capitolo. Ma essendo costretta a rimanere all'esterno di quei muri compatti, uno studente viene scelto per il lavoro sotto copertura, registrando e segnalando qualsiasi attività degna di nota. Definiti "angeli", sono fondamentalmente ciò che una storia di spionaggio di John le Carré chiamerebbe "talpe".

Il paragone con le Carré calza bene qui, nel senso che si tratta di un thriller serrato e articolato che presenta alcune complessità che possono diventare piuttosto faticose – a volte, ci si potrebbe sentire confusi come Adam nel suo nuovo incarico da "angelo". C'è cospirazione ovunque tra i diversi quadri e i candidati, dagli estremisti jihadisti a coloro che fanno il doppio gioco, per esempio avendo figli nascosti, e persino un ragazzo perbene la cui cecità forse spiega la sua innocenza. Volti e performance sono intriganti fin nei ruoli più piccoli, con momenti salienti offerti da Tawfeek Barhom nei panni di Adam e il sempre godibile Fares Fares (che oggi è per Saleh come De Niro per Scorsese o Mifune per Kurosawa) quando lo stagionato e non del tutto corrotto colonnello Ibrahim, della Sicurezza di Stato, mostra ad Adam tutti i retroscena della sua funzione di “angelo”. Anche solo lo splendore visivo della moschea (in realtà è la moschea di Solimano il Magnifico a Istanbul, con alcune scene girate in Svezia) vale una visione – o anche due, se non si è riusciti a cogliere tutto la prima volta.

Boy from Heaven è una produzione svedese-francese-finlandese-danese-marocchina guidata da Atmo, Memento Production, Oy Bufo Ab, Final Cut for Real, ARTE France Cinéma e Kasbah Film. Memento International si occupa delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 21/05/2022: Cannes 2022 - Boy from Heaven

24 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Tarik Saleh, Ramzi Choukair, Mehdi Dehbi, Fares Fares, Tawfeek Barhom
© 2022 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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