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CANNES 2022 Semaine de la Critique

Recensione: Alma Viva

di 

- CANNES 2022: La regista esordiente portoghese Cristèle Alves Meira trova il realismo magico in un villaggio di montagna portoghese

Recensione: Alma Viva
Lua Michel in Alma Viva

Originale, personale e profondamente sentito, Alma Viva [+leggi anche:
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segna un impressionante debutto nel mondo fiction per l'emergente regista portoghese Cristèle Alves Meira. In un panorama festivaliero saturo di film sull'adolescenza baciati dal sole, questo merita di distinguersi. Il film si distingue anche per il suo particolare realismo magico, che Alves Meira considera come un semplice fatto della vita del luogo, e non come un'alterazione dell'ordine naturale. Il film è stato presentato in anteprima il primo giorno della Settimana della Critica di Cannes, ed è un'opera molto in linea con ciò che in genere viene presentato durante questa settimana.

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Secondo le sagge parole di Rihanna, Salomé (interpretata da Lua Michel, giovane figlia della regista) si sente l'unica ragazza al mondo. Normalmente vive in Francia con la mamma, ma sta trascorrendo la lunga estate nella casa d'origine della sua famiglia, Trás-os-Montes, in Portogallo, dove ci sono molti paesaggi in pendenza dove giocare e strani volti locali da osservare, ma non un solo bambino o amico della sua età - questo è un altro elemento che contribuisce all'aura un po' sinistra del film. Il ruolo di compagna di giochi è in realtà svolto dall'amata nonna di Salomé, Avó, una figura misteriosa e complicata che si intravede per la prima volta, nel caso di Salomé, attraverso lo stipite di una porta traslucida, in stato di trance, con un rosario stretto tra le dita, mormorando benedizioni alle anime defunte che sicuramente non figurano nel corpus cattolico tradizionale. La traduzione italiana del titolo "anima viva" trova qui la sua rilevanza.

La storia prende piede quando Avó sta per morire, e si sospetta che la sua vicina Gracinda (Martha Quina), una sua nemica locale, abbia avvelenato il pesce che Salomé aveva preso da lei quel giorno - oltre alla sua reputazione comunitaria di maga o "strega", aveva anche una relazione con il marito di Gracinda. E un po' come la cavalleria che arriva, anche la madre di Salomé, Aïda (Jacqueline Corado), e lo zio irascibile, Joaquim (Arthur Brigas), si dirigono dalla Francia al Portogallo per supervisionare la sepoltura di Avó e dividere con tensione il suo patrimonio.

Avó vive attraverso la nipote dopo la morte, o addirittura la possiede. In una serie di sequenze fantasiose, troviamo Salomé che mette in atto una sorta di vendetta nei confronti di Gracinda, anche se sarebbe ancora più inquietante se Salomé stesse facendo tutto questo di sua spontanea volontà. Uno dei suoi atti consiste nella straziante macellazione di polli nella fattoria di Gracinda, dove la carneficina che ne consegue appare terribilmente realistica.

Alcuni aspetti della storia di Alma Viva possono risultare un po' artificiosi e, nonostante la fotografia atmosferica bruciata dal sole del direttore della fotografia Rui Poças, che conferisce a ogni inquadratura un elemento di interesse, il film probabilmente non riesce a funzionare come potrebbe e la resa emotiva è un po' smorzata. Tuttavia, l'onnipresente bara della matriarca della famiglia, e il suo oscuro presagio, ricordano autenticamente il classico gotico meridionale di Faulkner, As I Lay Dying, e come l'opera di quell'autore, Alma Viva arriva a sembrare una storia raccontata da un estraneo che, quando ha fatto il suo corso, diventa un amico fidato.

Alma Viva è una coproduzione tra Portogallo, Francia e Belgio, di Fluxus Films, Midas Filmes, Entre Chien et Loup, Les Films Pelléas e Studio Exception. Kinology ne gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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