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CANNES 2022 Un Certain Regard

Recensione: Harka

di 

- CANNES 2022: Nel primo lungometraggio di Lotfy Nathan, un giovane tunisino lotta per una vita migliore piuttosto che vendere petrolio di contrabbando lungo la strada

Recensione: Harka
Adam Bessa in Harka

In arabo, harka significa "movimento" – più specificamente, si riferisce a un gruppo di soldati che si riuniscono volontariamente per combattere. Il film d'esordio del regista egiziano-britannico Lofty Nathan, Harka [+leggi anche:
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, presentato questa settimana al Certain Regard di Cannes, ritrae un giovane tunisino solitario che lotta per avere una vita dignitosa, forse aspirando a quella stessa unità cui fa riferimento il titolo. Ali (l'astro nascente franco-tunisino Adam Bessa) è un vero outsider, un “uomo anonimo”, una figura alienata e disperata che sembra uscita dalla letteratura esistenzialista classica, mentre sullo sfondo troviamo le proteste che evocano la fortunata rivoluzione tunisina del 2011, che sono a un loro punto di ebollizione. Tenendo presente il precedente di Mohamed Bouazizi – il cui martirio ha contribuito a innescare la rivoluzione, e quindi la più ampia Primavera araba – Harka ha una visione olistica di questa lotta, mostrando come il calvario di Ali porterà, più in generale, a un cambiamento positivo.

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Harka è un film solido e sicuro di sé, che spesso trasmette un senso di pulsione e non si accontenta mai del realismo sociale gentile e osservativo che è spesso l'approccio predefinito per questo tipo di lavoro. Eppure è anche un po' schematico e sottosviluppato, accontentandosi di mostrare Ali mentre cerca denaro, vendetta o semplicemente di sopravvivere, e trascurando dettagli potenzialmente importanti – sia i suoi rapporti sociali e familiari, sia il background politico – che darebbero al film una maggiore profondità. Questo è il primo lungometraggio di finzione di Nathan, dopo il suo documentario sui motociclisti in stile Harmony Korine 12 O’Clock Boys e molti spot pubblicitari, e talvolta sembra un semplice biglietto da visita: un film realizzato per mostrare le sue capacità visive e narrative, con un occhio a progetti futuri più ambiziosi e di budget più elevato.

Ali è un uomo in possesso di barili di petrolio annacquato, ma senza un posto dove andare. Questa è la sua unica (illegittima) fonte di reddito, per la quale riceve banconote logore che sembrano sul punto di disintegrarsi al minimo tocco, e che nasconde nel muro di un edificio fatiscente. È combattuto tra i debiti del suo defunto padre e l'impatto che questi hanno avuto sulle sue due sorelle (Salima Maatoug e Ikbal Harbi), e il desiderio di lasciare la Tunisia e condurre una vita più redditizia in Europa, rappresentata dal suo amico compagno di avventure, che una notte si vanta dei "soldi e donne" che ha a Berlino (un commento che Ali riceve accigliato, conquistando l’empatia dal pubblico). Mentre la situazione diventa più insostenibile, con le sue sorelle che rischiano lo sfratto dalla loro casa, il vecchio taciturno da cui si procura il petrolio gli chiede, con una voce roca da film noir, se "guida". E così Ali viene ulteriormente coinvolto nella catena di approvvigionamento del contrabbando, immergendosi in un territorio più insicuro, se non violento, traghettando il petrolio oltre il confine.

Ali non è un antieroe: non si abbassa mai a commettere atti immorali, costringendo il pubblico a incoraggiarlo suo malgrado. In realtà, cerca davvero di fare la cosa "giusta" in ogni momento, e solo alla fine vediamo la sua forza di volontà vacillare a causa della crescente frustrazione e immobilità. Fatta eccezione per un momento chiave verso la fine del film, è completamente isolato dalle altre persone frustrate che lo circondano, ignaro del fatto che condividono una giusta lotta contro la disuguaglianza e il potere statale nel paese. Sfortunatamente, le loro strade convergono troppo tardi, a spese di Ali, ma la loro crociata non è vana.

Harka è una coproduzione tra Francia, Lussemburgo, Tunisia, Belgio, Germania e Stati Uniti, guidata da Cinenovo, Tarantula Luxembourg, Cinétélé Films (Tunisia), Wrong Men, Detailfilm, e le compagnie americane Kodiak Pictures, Beachside Films, Anonymous Content e Spacemaker. Film Constellation si occupa delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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