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CANNES 2022 Concorso

Recensione: Le otto montagne

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- CANNES 2022 : Cos'è l'amicizia? Cos'è la natura? Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch realizzano un film che tocca l’essenziale, di grande portata visiva e narrativa

Recensione: Le otto montagne
Luca Marinelli e Alessandro Borghi in Le otto montagne

All'interno di un cerchio ci sono otto montagne e otto mari, e al centro una grande montagna: l'asse del mondo secondo la mitologia indù. "Chi ha visto di più? Colui che ha girato le otto montagne e gli otto mari, o colui che rimane al centro?". Questa è la domanda esistenziale incastonata nel cuore della nuova opera del romantico regista belga Felix Van Groeningen, che ha co-diretto con Charlotte Vandermeersch Le otto montagne [+leggi anche:
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intervista: Felix van Groeningen & Cha…
scheda film
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, un meraviglioso adattamento dell’omonimo best-seller dell'autore italiano Paolo Cognetti presentato in concorso al 75° Festival di Cannes.

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"Potrei rimanere così per sempre – Io non mi muovo". Sulle sublimi pendici alpine della Valle d'Aosta, Pietro e Bruno si godono un momento di paradiso estivo. Sono amici, molto diversi, ma intimamente legati a questo luogo da più strati temporali e da una storia comune dove stagioni di oscurità e stagioni di leggerezza si sono susseguite dal loro primo incontro, nel 1984, all'età di dieci anni, nel minuscolo paese di Grana (14 abitanti) dove i genitori di Pietro, ingegnere e maestro torinese, affittavano una casa per l'estate. Lì, il timido figlio unico proveniente dalla città incontra l'ultimo bambino di Grana, Bruno, orfano di madre e il cui padre lavora come operaio nei cantieri all'estero, dopo aver lasciato la prole allo zio, alla zia e al loro gregge di vacche da latte di cui bisogna occuparsi quotidianamente. Tra i due ragazzi l’intesa è immediata: le corse tra i pascoli, i bagni nel lago e nel torrente, le risate, i giochi... L'estate successiva, il padre di Pietro (Filippo Timi), appassionato di escursioni, porta i due giovani al ghiacciaio per un viaggio iniziatico che lascerà tracce profonde... Poi, quando i genitori di Pietro si preparano per portare Bruno a vivere con loro a Torino, il padre di quest'ultimo si oppone e lo prende con sé.

Passeranno quasi vent’anni prima che i nostri due amici si ritrovino davvero... Nel frattempo, Pietro (Luca Marinelli) avrà consumato la rottura con suo padre, ma quando alla sua morte tornerà a Grana, è tutto un nuovo capitolo quello che si aprirà nella sua rinnovata amicizia con Bruno "il montanero" (Alessandro Borghi). Vengono svelati alcuni segreti, si costruisce una casa, si prepara una metamorfosi, si apre un nuovo ciclo esistenziale...

Raccontato in un arco di tempo molto lungo (narrato da Pietro), Le otto montagne ha il fascino immenso di una grande saga romantica intorno al tema della natura: la natura degli uomini, dei sentimenti (a volte paradossali), della ricerca di sé, dei legami, del tempo e, chiaramente, delle regioni montuose (fino al Nepal) nella loro essenza più pura, meravigliosamente catturata dal duo di cineasti e dal direttore della fotografia Ruben Impens. Un territorio vastissimo dove prospera la fibra sensibile e sentimentale (un lirismo non privo di grossolanità) tipica di Felix Van Groeningen; eppure non possiamo fare a meno di pensare che avrebbe potuto benissimo iniettarne ancora di più nella parte finale del suo film, tanto il materiale di queste due vite che si intrecciano è ricca. Un tocco di imperfezione che dimostra perfettamente come una semplice storia di due amici sia un mondo a sé stante.

Prodotto da Wildside con Menuetto, Rufus, Pyramide Productions e Elastic Film, Le otto montagne è venduto nel mondo da Vision Distribution.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 19/05/2022: Cannes 2022 - Le otto montagne

35 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Felix van Groeningen, Charlotte Vandermeersch, Alessandro Borghi, Luca Marinelli, Elena Lietti, Filippo Timi
© 2022 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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