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EUROPEAN FILM AWARDS 2021

Quo Vadis, Aida? trionfa ai 34mi European Film Awards

di 

- Il film di Jasmila Žbanić vince tre premi, incluso quello per il miglior film europeo, e Flee e The Father ricevono due premi ciascuno

Quo Vadis, Aida? trionfa ai 34mi European Film Awards
La squadra di Quo Vadis, Aida? di Jasmila Žbanić, durante la cerimonia

Non c'era un gran favorito alla 34ma edizione degli European Film Awards, a differenza delle ultime edizioni che hanno visto, ininterrottamente dal 2016, il vincitore principale portarsi a casa, oltre all’European Film Award, almeno altri tre premi tra quelli per cui era nominato (Toni Erdmann [+leggi anche:
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Q&A: Maren Ade
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nel 2016, The Square [+leggi anche:
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intervista: Ruben Östlund
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nel 2017, Cold War [+leggi anche:
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Q&A: Pawel Pawlikowski
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nel 2018, La favorita [+leggi anche:
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nel 2019 e Un altro giro [+leggi anche:
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in 2020).

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I riflettori della cerimonia si sono puntati su Quo Vadis Aida? [+leggi anche:
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intervista: Jasmila Žbanić
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, l'ultimo straziante film della regista bosniaca Jasmila Žbanić, che ha portato a casa tre premi: Film europeo, Regista europeo e Attrice europea per Jasna Đuričić. Una Žbanić visibilmente commossa ha detto che il suo film era dedicato alle donne e alle madri di Srebrenica, che hanno trovato un modo per costruire la pace in un paese distrutto. "Le donne hanno sempre bisogno di trovare una soluzione al caos creato dagli uomini", ha detto, e ha continuato: "Spero che questo premio ispiri nuove registe e nuove storie femminili. Noi come registi abbiamo la responsabilità di dare al nostro pubblico la verità. È può essere difficile e non redditizio. Ma questo è il nostro dovere. Grazie mille". Đuričić, ricevendo il premio per il suo ruolo di traduttrice altruista e coraggiosa per l'ONU che cerca di salvare la sua famiglia tutta maschile da quello che è finito per essere il massacro di Srebrenica, ha dichiarato che “ora ho la prova che sono un'attrice europea, perché quando vivi nei Balcani le cose non sono sempre così”.

L’altro principale vincitore della serata, The Father [+leggi anche:
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intervista: Florian Zeller
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, l’adattamento di Florian Zeller della sua pièce teatrale di successo, ha ricevuto il premio per lo Sceneggiatore europeo (per il lavoro congiunto di Zeller e Christopher Hampton) e Attore europeo per Anthony Hopkins, che aveva già vinto l'Oscar l'anno scorso per questo ruolo.

Ciò significa che i due principali vincitori di quest'anno sono film del 2020 (Quo Vadis Aida? presentato in anteprima mondiale a Venezia, a settembre, mentre The Father è stato visto per la prima volta al Sundance, a gennaio) e addirittura entrati nella stagione dei premi statunitensi dello scorso anno. I film in lizza di quest'anno, i più recenti vincitori della Palma d'Oro e dell'Orso d'Oro, Titane [+leggi anche:
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intervista: Julia Ducournau, Vincent L…
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di Julia Ducornau e Sesso sfortunato o follie porno [+leggi anche:
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intervista: Radu Jude
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di Radu Jude (che sono probabilmente un po' troppo oltre le convenzioni per gli elettori dell'Academy), e i titoli pluripremiati Scompartimento N. 6 [+leggi anche:
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intervista: Juho Kuosmanen
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di Juho Kuosmanen, La persona peggiore del mondo [+leggi anche:
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intervista: Joachim Trier
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di Joachim Trier (che è uno dei favoriti per la stagione dei premi USA di quest'anno) ed È stata la mano di Dio [+leggi anche:
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intervista: Paolo Sorrentino
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di Paolo Sorrentino (che era stato premiato nel 2013 e 2015) hanno lasciato la cerimonia a mani vuote.

Un film che è riuscito a brillare durante la cerimonia è stato il documentario animato Flee [+leggi anche:
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intervista: Jonas Poher Rasmussen
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di Jonas Poher Rasmussen, uno dei fenomeni dell'anno. Il film, che ritrae il viaggio verso la salvezza di un rifugiato afghano, ha vinto sia come Documentario europeo che come Film d'enimazione. Quando ha ritirato il premio, Rasmussen ha ringraziato il suo collega concorrente Ari Folman, che era in lizza con il suo ultimo film Where Is Anne Frank? [+leggi anche:
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intervista: Ari Folman
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, per aver aperto la strada al cinema documentario d'animazione con il suo rivoluzionario Valzer con Bashir [+leggi anche:
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.

Una vittoria particolarmente celebrata è stata quella di Ninjababy [+leggi anche:
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intervista: Yngvild Sve Flikke
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del norvegese Yngvild Sve Flikke nella categoria Commedia europea, mentre un'altra, nella categoria Scoperta europea - Premio FIPRESCI, potrebbe essere definita un po' in sordina, dal momento che il film vincitore, Una donna promettente di Emerald Fennell, era chiaramente il film più noto (e quindi meno bisognoso di essere "scoperto") tra i nominati (che includeva perle come Beginning [+leggi anche:
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intervista: Dea Kulumbegashvili
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di Dea Kulumbegashvili, Lamb [+leggi anche:
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di Valdimar Jóhansson, Playground [+leggi anche:
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di Laura Wandel, Pleasure [+leggi anche:
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di Ninja Thyberg e The Whaler Boy [+leggi anche:
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intervista: Philipp Yuryev
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di Philipp Yuryev).

Ancora una volta celebrata a distanza a causa delle restrizioni sanitarie, la cerimonia di sabato (che ha ospitato anche l'annuncio dei tre finalisti del Premio LUX del Pubblico 2022 - leggi la news) ha accolto alcuni ospiti in loco, come i premiati di quest'anno Susanne Bier (Premio per il contributo europeo al cinema mondiale) e Steve McQueen (Premio per lo storytelling innovativo europeo per Small Axe [+leggi anche:
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), che hanno tenuto discorsi accorati durante il ritiro dei premi, mentre la consegna del Premio alla carriera alla maestra ungherese Marta Mészáros è avvenuta nella sua stessa casa, dalle mani di una ammirata Ildikó Enyedi, che le ha consegnato la statuetta durante una conversazione commovente e stimolante su come la regista ha rotto le barriere quando è stata la prima regista donna a vincere un Orso d'Oro e come ha continuato a realizzare i suoi film in una situazione sempre difficile per le donne.

Proprio l'edizione di quest'anno ha segnato solo la seconda volta nella storia dei premi che un film di una regista donna vince la categoria principale (dopo Toni Erdmann nel 2016), il che dimostra che c'è ancora molta, molta strada da fare.

I premiati:

Film europeo
Quo Vadis, Aida? [+leggi anche:
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intervista: Jasmila Žbanić
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– Jasmila Žbanić (Bosnia-Erzegovina/Austria/Romania/Francia/ Paesi Bassi/Germania/Polonia/Norvegia/Turchia)

Commedia europea
Ninjababy [+leggi anche:
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intervista: Yngvild Sve Flikke
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– Yngvild Sve Flikke (Norvegia)

Documentario europeo
Flee [+leggi anche:
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intervista: Jonas Poher Rasmussen
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– Jonas Poher Rasmussen (Danimarca/Francia/Norvegia/Svezia)

Film d’animazione europeo
Flee – Jonas Poher Rasmussen

Regista europeo
Jasmila Žbanić – Quo Vadis, Aida?

Attrice europea
Jasna Đuričić - Quo Vadis, Aida?

Attore europeo
Anthony Hopkins - The Father [+leggi anche:
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intervista: Florian Zeller
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(Regno Unito/Francia)

Sceneggiatore europeo
Florian Zeller, Christopher Hampton - The Father

Scoperta europea - Premio FIPRESCI
Una donna promettente - Emerald Fennell (Stati Uniti/Regno Unito)

Cortometraggio europeo
My Uncle Tudor - Olga Lucovnicova (Belgio/Portogallo/Ungheria/Moldavia)

Fotografia europea
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intervista: Sebastian Meise
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(Austria/Germania)

Montaggio europeo
Mukharam Kabulova - Unclenching the Fists [+leggi anche:
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(Russia)

Scenografia europea
Márton Ágh - Natural Light [+leggi anche:
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intervista: Dénes Nagy
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(Ungheria/Lettonia/Germania/Francia)

Costumi europei
Michael O'Connor - Ammonite [+leggi anche:
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 (Regno Unito/Stati Uniti/Australia)

Trucco e acconciatura europei
Flore Masson, Olivier Afonso & Antoine Mancini - Titane [+leggi anche:
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intervista: Julia Ducournau, Vincent L…
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(Francia)

Colonna sonora originale europea
Nils Petter Molvær & Peter Brötzmann - Great Freedom

Suono europeo
Gisle Tveito & Gustaf Berger - The Innocents [+leggi anche:
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intervista: Eskil Vogt
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(Norvegia/Svezia/Danimarca/Finlandia/Francia/Regno Unito)

Effetti visivi europei
Peter Hjorth & Fredrik Nord - Lamb [+leggi anche:
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intervista: Valdimar Jóhannsson
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 (Islanda/Svezia/Polonia)

Premio per lo storytelling innovativo europeo
Steve McQueen - Small Axe (Regno Unito)

Premio per il contributo europeo al cinema mondiale
Susanne Bier

Premio alla carriera
Marta Mészáros

European University Film Award
Flee - Jonas Poher Rasmussen

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(Tradotto dall'inglese)

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