email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

BLACK NIGHTS 2021 Concorso

Recensione: Songs for a Fox

di 

- Il quinto lungometraggio di Kristijonas Vildžiūnas è un viaggio malinconico nel mondo dei sogni lucidi

Recensione: Songs for a Fox
Lukas Malinauskas in Songs for a Fox

La misteriosa arte del sogno lucido è al centro del quinto lungometraggio di Kristijonas Vildžiūnas, intitolato Songs for a Fox [+leggi anche:
trailer
intervista: Kristijonas Vildziunas
scheda film
]
e unica produzione baltica che partecipa alla competizione principale del Festival Black Nights di Tallinn di quest'anno.

La storia è incentrata su un cantante rock ventenne di nome Dainius (interpretato da Lukas Malinauskas), che si rinchiude in solitudine in un'appartata casa di campagna a forma di cupola, immersa nella natura. La messa in scena procede a rilento, ma sostanzialmente scopriamo che la sua ragazza, Justine (Agnese Cīrule), è da poco scomparsa, e a lui si uniscono nell'elaborazione del lutto due suoi amici che non hanno potuto partecipare al funerale, poiché erano da qualche parte in America. Dainius scopre che la sua amata praticava l'arte del sogno lucido e aggiornava regolarmente un diario con i dettagli dei suoi viaggi onirici.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Questa è la premessa che porta Dainius ad imparare la pratica del sogno lucido, nella speranza di incontrare di nuovo Justine, anche se quella visione è semplicemente il prodotto del suo subconscio. Un incontro casuale con un ragazzo, Gailis, sfruttato da due contrabbandieri, è una svolta cruciale nella narrazione, poiché comincerà a fare da assistente di Dainius per stimolare le sue esperienze di sogno lucido. Il riferimento al mito greco di Orfeo ed Euridice è cristallino ed esplicitamente citato, ed è abbastanza affascinante da guidare gli spettatori attraverso un viaggio visionario e altamente emotivo. Com'era prevedibile, le parti più coinvolgenti di questo film sono quelle ambientate nel mondo onirico di Dainius, e la maggior parte di queste sono girate durante la cosiddetta magica "ora blu". Alcune immagini e creature di questa dimensione avranno probabilmente un senso o stimoleranno l'immaginario collettivo del pubblico. Alcuni altri potrebbero essere molto più oscuri o addirittura apparire semplicemente casuali. È una decisione intelligente, poiché i sogni spesso provocano la materializzazione di paure e desideri, ma a volte la forma che assumono ci sembra totalmente priva di significato o sconcertante. In ogni caso, la qualità tecnica delle sequenze oniriche è eccezionale, e meritato plauso va alla sapiente fotografia di Jurgis Kmins e all'eccellente scenografia di Jurgis Krāsons, che ha incaricato la sua troupe di realizzare tutti i “set onirici” intorno alle paludi e ai boschi che circondano la casa di campagna di Dainius.

È anche abbastanza evidente che il regista (anche sceneggiatore di questo film) ha molta familiarità con l'arte del sogno lucido, e lo dimostra mettendo in scena diversi falsi risvegli, controlli di realtà, interferenze tra realtà e sogno durante il sonno REM e i tentativi di Dainius di manipolare i sogni. E la ciliegina sulla torta è che molti dei vagabondaggi onirici di Dainius sono arricchiti dalla presenza di una colonna sonora coinvolgente (per gentile concessione di Zigmantas Butautis e dello stesso regista, che è una ex rockstar), contribuendo a costruire un clima malinconico e a volte inquietante. Infine, nota positiva, Malinauskas infonde al suo ruolo la giusta dose di fragilità e irrazionalità, aggiungendo credibilità e profondità al suo personaggio.

Songs for a Fox è prodotto dalla lituana Studio Uljana Kim, ed è coprodotto dalla lettone Studio Locomotive e l’estone Eesti Joonisfilm. La società britannica Alief si occupa delle vendite internazionali.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy