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ROMA 2021

Recensione: Les Jeunes Amants

di 

- Carine Tardieu cala Fanny Ardant e Melvil Poupaud in una travolgente storia d’amore impossibile, realizzando un dramma emozionante e delicato, da un’idea di Sólveig Anspach

Recensione: Les Jeunes Amants
Melvil Poupaud e Fanny Ardant in Les Jeunes Amants

Prima di morire, la regista islandese Sólveig Anspach (Queen of Montreuil [+leggi anche:
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) stava lavorando con la sceneggiatrice Agnès de Sacy a un nuovo lungometraggio, una storia d’amore tra una donna matura e un uomo molto più giovane di lei, ispirata alla storia vera di sua madre. Il testimone di questo film lo ha poi raccolto la francese Carine Tardieu, che ha rielaborato la sceneggiatura con de Sacy e ha infine diretto Les Jeunes Amants, un dramma romantico, emozionante e delicato, con protagonisti Fanny Ardant e Melvil Poupaud, che ha avuto la sua prima internazionale in Selezione ufficiale alla 16ma Festa del Cinema di Roma.

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Shauna e Pierre si incontrano per la prima volta in ospedale, dove la migliore amica della prima sta per morire e dove il secondo esercita come medico. “Respiriamo ancora la stessa aria, approfittiamone per tutto il tempo che resta” dice Pierre a questa donna molto più grande di lui, invitandola a godere ogni istante del presente in cui l’amica è ancora viva. C’è dolcezza e condivisione istintiva in questo incontro; “mi fa bene” risponde Pierre, probabilmente lui stesso reduce da un dolore, a chi gli chiede perché resti in ospedale e non se ne ritorni a casa. Quindici anni più tardi, Pierre è sposato con Jeanne (Cécile de France), ha due figli e sta conducendo un’importante ricerca su una terapia sperimentale contro il cancro. I giri del destino gli fanno rincontrare casualmente Shauna, che apprendiamo essere un’affermata architetta, ora in pensione, e che a 70 anni, pur essendo ancora molto bella, ritiene di aver chiuso definitivamente il capitolo romantico della sua vita.

È in modo molto delicato che il film descrive il progressivo avvicinamento tra i due – lei più grande di lui di 25 anni – tra pudore, attrazione, turbamento, pensieri dolci, messaggi buffi distorti dal T9 e mani che si intrecciano. La loro relazione rappresenta per entrambi un punto di rottura: per lui è un ritrovare se stesso dopo un grave lutto, per lei è la riscoperta di sentimenti che credeva sepolti nel passato. Ma Shauna è una donna senza futuro, assediata da una malattia invalidante; e Pierre ha una famiglia che ama: sua moglie sarebbe anche disposta a chiudere un occhio, ma quando scopre l’età dell’amante di suo marito rimane sconvolta, molto più del fatto che lui la tradisca. Anzi, ride, per poi versare lacrime ancora più amare: se le cose stanno così, non può trattarsi solo di un’avventura, deve certamente essere qualcosa di più profondo.

Oltre al fatto di ispirarsi alla madre di Anspach, che a 75 anni ha riscoperto l’amore con un uomo più giovane, il film è un inno alla vita elaborato dalla compianta regista quando sapeva che la sua sarebbe terminata a breve. Una responsabilità non da poco, quindi, per Tardieu, subentrare in questo progetto. Ma l’autrice francese, creando la propria Shauna, è riuscita a trovare il tono giusto, realizzando un film pieno di grazia, mai morboso, che apre a tante riflessioni, e in cui anche i personaggi secondari sono a tutto tondo, interessanti ed essenziali. Primo fra tutti, la figlia di Shauna, Cécilia (Florence Loiret-Caille, attrice molto amata da Anspach, probabilmente qui il suo alter ego), una figura malinconica di donna di mezza età che si ritrova a vivere da sola dopo che sua figlia ha lasciato il nido, e che un po’ soffre nel vedere sua madre innamorata mentre lei non lo è più da molto tempo.

“Rispondere alla paura della morte con il desiderio di vita, è il tema di questo film, ed è ciò che Sólveig mi ha trasmesso con questa storia”, chiarisce Tardieu. E non c’è modo più efficace per esprimere questo concetto che con una grande storia d’amore senza età, che poche attrici avrebbero potuto rendere così ricca di sfumature e credibile come Fanny Ardant.

Les Jeunes Amants è prodotto da Ex Nihilo e Karé Productions. Le vendite internazionali sono guidate da mk2 Films.

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