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VENEZIA 2021 Giornate degli Autori

Recensione: Tu me ressembles

di 

- VENEZIA 2021: Prodotto da Spike Lee, Spike Jonze e Alma Har’el, il film di Dina Amer è una potente rappresentazione della donna erroneamente accusata di essere la prima donna kamikaze in Europa

Recensione: Tu me ressembles
Lorenza Grimaudo e Illona Grimaudo in Tu me ressembles

Tu me ressembles [+leggi anche:
trailer
intervista: Dina Amer
scheda film
]
dell'ex giornalista Dina Amer è un film impegnativo che sfida le convenzioni nella sua ricerca della verità su ciò che ci rende le persone che siamo. “Le persone” che siamo appunto, e non “la persona”, poiché diversi lati della personalità appaiono in situazioni diverse, facendo emergere realtà e comportamenti diversi. Il film mostra come i figli di famiglie di migranti in Europa cambino costantemente codice, agendo in un modo per compiacere la famiglia a casa e poi in un altro per stare al passo con i loro amici. Questo spesso porta a confusione, frustrazione e dolore. È in questo spazio che opera il film di Amer, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia.

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Il film parla di Hasna Aït Boulahcen, erroneamente indicata dai media come la prima donna kamikaze in Europa dopo gli attacchi terroristici del novembre 2015 a Parigi. Tuttavia, ciò che ci aspetta non è immediatamente evidente, poiché inizialmente la storia ci riporta alla sua infanzia travagliata nei sobborghi di Parigi. In scene che ricordano Un sogno chiamato Florida di Sean Baker, sia nell'estetica che nel sentimento, Amer mostra bambini che trovano conforto in compagnia l'uno dell'altro in situazioni difficili e disperate. Una giovane Hasna (Lorenza Grimaudo) e Mariam (Illona Grimaudo) sono sorelle che cercano di affrontare le complicate richieste e i capricci di una madre problematica che lotta per andare avanti. Le ragazze decidono di scappare e, dopo un breve senso di libertà e sollievo, è presto evidente che ovunque vadano, il mondo è pieno di insidie. La polizia le raggiunge, le porta via dalla madre, che è vigilata dai servizi sociali, e divide le ragazze, mandandole in famiglie affidatarie separate.

Amer non offre mai un momento di conforto né per la protagonista né per lo spettatore. Quando il film sembra aver svelato le sue carte, fa un brusco salto al 2015 e testimonia la donna problematica che Hasna è diventata. La cosa notevole è come Amer si rifiuti di seguire i tropi o di attenersi a pratiche cinematografiche consolidate in cui un aspetto della personalità di una persona viene offerto come la vera essenza di qualcuno. Amer usa tre diverse attrici per interpretare Hasna, una delle quali è la regista stessa. La si vede al lavoro in un fast food, alle feste e sui social media. È un casting che segue la stessa scuola di pensiero di Io non sono qui di Todd Haynes. Amer sceglie attrici simili fra loro, rafforzando questa idea di somiglianza e di una certa universalità della storia. Una delle idee del film è che parlare, trasmettere storie ed essere onesti sulle vite delle persone consentirà alle generazioni più giovani che crescono nelle famiglie islamiche in Occidente di non sentirsi così alienate e confuse. Altri stanno attraversando la stessa cosa.

Il catalizzatore della deviazione di Hasna sono gli attacchi di Charlie Hebdo. La reazione di Hasna è di sfogare la propria frustrazione del sentirsi diversa seguendo un link all'ISIS postato da suo cugino, Abdelhamid Abaaoud, che avrebbe ideato gli attacchi del Bataclan. Quest'ultimo inizia ad addestrare Hasna. La famiglia disfunzionale, l'alterità, l'abuso, la prostituzione e la mancanza di uno spazio sicuro sono tutti parte della tragedia di Hasna in questo lavoro strepitoso che rifiuta di seguire la linea del pensiero convenzionale nella storia che racconta o nello stile con cui la racconta.

Tu me ressembles è una coproduzione egiziano-franco-statunitense. Il film è prodotto da The Othrs e VICE/RYOT in associazione con Quiet e Level Forward, in coproduzione con Hameda's Stories e Dartagnan. The Match Factory gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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