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CANNES 2021 Proiezione speciale

Recensione: Les Héroïques

di 

- CANNES 2021: Maxime Roy firma un'opera prima intensa, molto realistica e molto umana sui profondi tormenti di un uomo e le sue tenui speranze di redenzione

Recensione: Les Héroïques
François Créton in Les Héroïques

"Non avere rimpianti e dimenticare il passato? Ok, ma ho fatto delle cose brutte". A 53 anni, 50 chili di peso, Michel fa il punto con il suo gruppo di supporto per le dipendenze: esce da 22 anni di metadone ed è pulito da quattro mesi, ma sua moglie lo ha appena lasciato e hanno un bambino di dieci mesi a cui lui tiene. Questo personaggio molto colorato (interpretato in modo spettacolare da François Créton), che si è fatto per 40 anni ed è anche padre di un adolescente, è l'antieroe estremamente toccante del primo lungometraggio di grande impatto di Maxime Roy, Les Héroïques [+leggi anche:
trailer
intervista: Maxime Roy
scheda film
]
, presentato in proiezione speciale della Selezione ufficiale al 74° Festival di Cannes.

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Con le sue magliette con su scritto Loser o Too Drunk To Fuck, il suo tatuaggio di Shakespeare ("Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore"), il suo anarchico appartamento seminterrato, le sue doti di meccanico di moto senza licenza e i suoi viaggi su due ruote sotto la pioggia con il figlio, Michel è al contempo un bambino cresciuto e un uomo che ne ha viste di tutti i colori. "Cresci" continua a dirgli chi gli sta intorno. Ed ecco che si confronta con la gravissima malattia del padre Claude (Richard Bohringer) con il quale ha sempre mantenuto rapporti molto tesi (i brutti ricordi sono reciproci), assistito dalla compagna Josiane (Ariane Ascaride) che gli chiede sostanze per aiutare l’uomo a morire. E la situazione di Michel peggiora ancora quando il figlio maggiore Léo (Roméo Créton) prende una certa distanza da lui e soprattutto quando un'alluvione rende la sua casa totalmente inabitabile. Nonostante il sostegno amichevole di Jean-Pierre (Patrick d'Assumçao) e non potendo beneficiare di un appartamento terapeutico perché considerato non abbastanza povero, Michel è costretto a trasferirsi dal padre. La tentazione di rituffarsi nella droga si fa sempre più forte e costruirsi un futuro sembra una missione impossibile...

"Nessuno ha detto che sarebbe stato facile: è difficile". Una frase che riassume perfettamente l'atmosfera di un film che restituisce con una verità quasi documentaria una realtà durissima, una solitudine al limite, ferite pronte a riemergere con violenza. Ma è anche un avvincente percorso di vita e di struggente speranza (come una minuscola ancora di salvezza lanciata dall'oceano in tempesta) che l'incredibile intensità di François Créton trasmette nello spettatore sotto forma di un profondo desiderio che il personaggio ce la faccia, il che non è facile. Maxime Roy cattura perfettamente il tumulto emotivo di un uomo e le ombre del mondo urbano, firmando un film d'esordio riuscito, sorprendente e molto personale, e gettando una luce senza compromessi ma benevola sugli invisibili e sui tormenti delle società moderne.

Prodotto da TS Productions e coprodotto da Marianne Productions, Les Héroïques è venduto da Pyramide International.

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(Tradotto dal francese)

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