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CINEMA JOVE 2021

Recensione: Lucas

di 

- Álex Montoya si spinge molto oltre con il lungometraggio tratto dal suo cortometraggio omonimo, correndo rischi che ne amplificano la complessità e la tensione

Recensione: Lucas
Jorge Motos in Lucas

Nel 2014, un cortometraggio con protagonista Luis Callejo, diretto da Álex Montoya, è stato finalista ai premi Goya dopo essere stato premiato, tra gli altri, al festival di Malaga e al Cinema Jove di Valencia. A quest'ultimo evento, l'omonimo lungometraggio Lucas [+leggi anche:
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, orchestrato dallo stesso regista, è stato presentato in proiezione speciale (pochi giorni prima della sua prima nelle sale spagnole, prevista per venerdì 25 giugno). E alla scorsa edizione di Malaga, ha vinto il Biznaga d’argento per il miglior film spagnolo nella sezione Zonazine, il Premio del Pubblico e quello al miglior attore - il suo protagonista, il giovane Jorge Motos (già apparso in Amar [+leggi anche:
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di Esteban Crespo). Se nel corto originale ci venivano presentati personaggi che vivevano un paio di situazioni piuttosto inquietanti, ora con il film il suo regista è andato ben oltre, con un risultato tanto sorprendente quanto ardito.

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Perché uno dei protagonisti, Álvaro (interpretato da Jorge Cabrera, attore che ha preso parte a Diecisiete di Daniel Sánchez Arévalo), è un uomo maturo che si avvicina a un ragazzo per fotografarlo e proporgli un piano sospetto. In quel momento, per il ragazzo – dapprima riluttante – si apre un passaggio torbido in un microcosmo di false identità, carenze, desideri, diffidenza e tanto dolore, con diversi colpi di scena in sceneggiatura che mantengono sempre ben alte la tensione e la sorpresa.

Lucas non è quindi un film comodo, né facile. Perché le ferite fisiche e psichiche dei suoi personaggi possono essere per noi riconoscibili, e possiamo arrivare a dubitare, come accade al personaggio del titolo, di ciò che proviamo nel contemplare alcuni eventi a volte ambigui, e altri coerenti con il passato del protagonisti... come finirà per svelare l'azione, i cui colpi di scena finali si svolgono nella fotogenica quanto selvaggia Albufera valenciana, quella gigantesca area paludosa che qui diventa uno specchio eloquente oltre che un'ambientazione inquietante.

E inoltre, come accadeva nel magnifico thriller corale francese Seules les bêtes [+leggi anche:
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di Dominik Moll, Lucas affronta come Internet sia uno strumento formidabile per mimetizzare le identità e quindi abusare degli altri. Ma non è l'unico tema esposto nel secondo lungometraggio dell’autore di Asamblea [+leggi anche:
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: anche la nostalgia della giovinezza e la purezza della prima cotta, l'assenza paterna, il senso di colpa, il bisogno di rottura con il passato e le pene della crescita sono idee trattate qui dagli sceneggiatori del film, Sergio Barrejón (che ha esordito alla regia con Jefe [+leggi anche:
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) e dallo stesso Montoya.

Lucas è una produzione di Raw PicturesTelespan, che ha contato sulla collaborazione di Instituto Valenciano de Cultura e la partecipazione di RTVE e À Punt TV. Della sua distribuzione e vendite si occupa Begin Again Films.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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