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SHEFFIELD DOC FEST 2021

Recensione: The Story of Looking

di 

- Mark Cousins propone un elegante adattamento del suo libro su come osserviamo il mondo che ci circonda

Recensione: The Story of Looking

Basato sul suo omonimo libro, pubblicato nel 2017, la versione cinematografica di The Story of Looking esamina ulteriormente il tentativo di Mark Cousins di scoprire cosa accade nelle nostre menti nel momento in cui osserviamo il mondo intorno a noi, sia dentro che fuori lo schermo. È stato questo saggio cinematografico a chiudere l’edizione di Sheffield Doc/Fest 2021, ricompensando notevolmente coloro che hanno avuto la fortuna di guardarlo deliziando i loro occhi.

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Come ha dimostrato nel corso della sua carriera di scrittore e regista, Cousins è un maestro nell’osservare il mondo attraverso il cinema, e nel farlo mette in evidenza questioni sociali e personali. Nel suo influente libro The Story of Film, uscito poi in versione cinematografica, ha promosso il mondo del cinema e ha rivalutato il ruolo cardine delle donne nella storia cinematografica attraverso l’affascinante film di 15 ore Women Make Film: A New Road Movie Through Cinema [+leggi anche:
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. Ha realizzato film su Orson Welles (The Eyes of Orson Welles [+leggi anche:
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intervista: Mark Cousins
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) ed è il maestro del sempre più popolare saggio cinematografico, un genere cinematografico che in questo suo nuovo film viene spinto verso nuove direzioni.

Nella transizione dalla pagina allo schermo Cousins continua a tradurre con successo il suo stile di prosa florido e inquisitorio in una narrativa maliziosa. È lui il protagonista principale. Si sveglia alle 6.20 nel suo letto a Edimburgo, e riprende se stesso mentre guarda Ray Charles parlare al Festival del Jazz di Antibes-Juan-les-Pins nell’ottobre del 1961. Il cantante cieco sta parlando del suo desiderio di vedere i suoi figli almeno per una volta.

È un grande giorno per Cousins. Tra 24 ore, dovrà sottoporsi a un intervento alla cataratta, che dovrebbe impedirgli di vedere offuscato da un occhio. Come potrebbe un uomo che ha dedicato tutta la sua vita a guardare la settima arte sopportare di aver perso la vista? Come egli afferma: “Nel corso della mia vita, i film sono stati i miei altri occhi.”

Cousins osserva il mondo che lo circonda nel corso di questa giornata. Guarda un albero dalla finestra, osserva i colori e fa associazioni attraverso di loro, ricordando edifici e luoghi. Egli richiama due film musicali molto diversi: il classico hollywoodiano Grease e il capolavoro bengalese di Satyajit Ray La sala della musica.

Inoltre, aggiunge un altro concetto: guardare come la nostra visione cambia e si trasforma dalla nascita alla morte. È attraverso tale viaggio che Cousins arriva alla sua idea centrale: “Noi quando guardiamo stiamo proiettando”. È la sua interpretazione dell’idea di Cézanne “dell’esperienza ottica che si sviluppa in noi stessi”. Egli ipotizza che ciò che vediamo è dettato e influenzato dai nostri ricordi, sia quelli belli che quelli brutti.

Questo viaggio dalla nascita alla morte conduce a uno dei maggiori passi falsi del film, che si verifica quando Cousins si avventura nel mondo della finzione, immaginando se stesso come un uomo più anziano che vive in Svezia. Qui c’è un legame con la sua carriera di regista, poiché l’unico film di finzione che ha realizzato finora è Stockholm, My Love del 2016, dove la musicista Neneh Cherry interpreta la protagonista. Attraverso tale espediente, il futuro Cousins ci informa che l’intervento a cui lo abbiamo visto sottoporsi è stato un successo, proprio come questo film.

Prodotto dalla società Bofa Productions Limited, The Story of Looking sarà distribuito nel Regno Unito da Modern Films.

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(Tradotto dall'inglese da Ilaria Croce)

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