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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: Security

di 

- L’adattamento italiano di un romanzo dello statunitense Stephen Amidon diretto dal britannico Peter Chelsom è un dramma travestito da thriller senza sorprese

Recensione: Security
Marco D’Amore in Security

Il regista britannico 65nne Peter Chelsom si fece conoscere nel 1991 con la brillante commedia sentimentale Il mistero di Jo Locke, il sosia e miss Britannia ’58, seguito da una serie di film dal successo alterno, che si conclude con i recenti Hector e la ricerca della felicità [+leggi anche:
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, la produzione statunitense Lo spazio che ci unisce e il film collettivo Berlin, I Love You, piuttosto maltrattati dalla stampa e ignorati dal pubblico. Ora Chelsom si cimenta con l’adattamento italiano di un romanzo dello statunitense Stephen Amidon. L’omonimo film, Security [+leggi anche:
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, è un prodotto Sky Original con un cast di attori rodati accanto a giovanissimi. Il regista del Lancashire con passaporto americano e cittadinanza onoraria in un paesino della Toscana, trasferisce una storia di sospetti e isteria sessuale dalla ricca e placida periferia di Stoneleigh, Massachussets, alla ricca e intollerante Forte dei Marmi, località di villeggiatura in Toscana nota per le molte famiglie aristocratiche del nord Italia e nouveaux riches che vi risiedono d’estate.

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“Posto di mare raffinato una cartolina dove tutto sembra una perfetta messa in scena”, come racconta nella prima sequenza del film la voce fuori campo del protagonista Roberto Santini, interpretato da Marco D’Amore (il popolare Ciro della serie tv Gomorra). Roberto è il responsabile della sicurezza delle ville, protette da sofisticati circuiti di video-sorveglianza che lui controlla con computer e tablet di ultima generazione. Le riprese a bassa definizione delle videocamere di sorveglianza sono il fulcro visivo del film, ma il regista non sfrutta eccessivamente l’estetica della CCTV sperimentata dal cinema alternativo prima e ultimamente inserita all'interno della propria narrativa da Hollywood, sempre più affascinata dalla ”retorica della sorveglianza". Più che riflettere sul sistema di controllo delle società moderne Chelsom utilizza la CCTV come sguardo voyeuristico di una sessualità deviata.

Presentato come thriller, in realtà Security è un dramma psicologico sulla paranoia sociale della media borghesia che innalza muri intorno a sé e sul rapporto distorto tra adulti e giovani nella opulenta società occidentale. Chi cerca crime ad alta tensione e colpi di scena non li troverà in una vicenda senza grandi sorprese che ruota attorno alla violenza di cui è vittima una sera d’inverno una giovane studentessa del luogo, Maria (Beatrice Grannò), proprio nei paraggi della residenza del cittadino più facoltoso di Forte dei Marmi, Curzio Pilati (un istrionico Fabrizio Bentivoglio). Curiosamente (o astutamente) viene assegnato a Bentivoglio un ruolo determinante e ambiguo come ne Il capitale umano [+leggi anche:
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intervista: Paolo Virzì
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, tratto da un altro libro di grande successo di Amidon. Il paragone con il film del 2013 di Paolo Virzì viene automatico e si può solo dire che il regista italiano aveva saputo maneggiare meglio la satira della trasposizione italiana della vita suburbana durante il boom-and-bust degli anni 90 vista con “l’occhio acuto e acido” di Amidon (parole di Jonathan Yardley del Washington Post).

Nella sceneggiatura di Security - scritta dal regista con Tinker Lindsay, Silvio Muccino, Michele Pellegrini e Amina Grenci da un soggetto di Chelsom, Umberto Contarello e Sara Mosetti - c’è lo stesso intento moraleggiante del libro, attributo da qualcuno anche a Il capitale umano. Buoni e cattivi sono perfettamente schierati nei troppi personaggi: quello del protagonista, il padre della ragazza abusata (Tommaso Ragno), il professore manipolatore (Silvio Muccino), l’ambiziosa e cinica moglie di Santini, candidata a sindaco di destra anti-immigrati (Maya Sansa), la loro figlia adolescente Angela (Ludovica Martino), il giovane Dario (Giulio Pranno).

Prodotto da Indiana ProductionVision Distribution il film è disponibile su Sky Cinema e Now.

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