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CPH:DOX 2021 Nordic:Dox Award

Recensione: Julia&I

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- Come per Agnès Varda, nel film di Nina Hobert che ha vinto il premio Nordic:Dox, una canta, l'altra no

Recensione: Julia&I

"Questo non è solo un film", dice la regista Nina Hobert in Julia&I, ma arrivati a quel punto lo sappiamo già. Vincitrice del premio Nordix:Dox al CPH:DOX di quest'anno, questa storia autobiografica su un legame d'infanzia rivisitato diversi anni dopo sarebbe un buon dramma se fosse trasformato in un film di finzione. C'è qualcosa di irresistibile nell'amicizia tra due donne che crescono insieme con tutti i loro problemi e paure; e sebbene Julia [Werup, ora cantante] sembri essere la ribelle, l'impavida avventuriera, la sofferenza emerge da entrambe, in parti uguali.

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Se vi sembra melodrammatico, allora così sia: è anche questo che lo rende un film accattivante. Queste signore si mangiano i ragazzi con gli occhi e ruttano per poi ridere a crepapelle, ma, nonostante siano molto diverse, sanno anche supportarsi l'una con l'altra, come accadeva nel dramma sull'amicizia per eccellenza, Beaches. Quello che a prima vista sembra un tentativo di trovare crepe in quell'amica che hai sempre ammirato, diventa presto una storia a due, dove la regista si fa sentire, ma anche vedere.

Poiché Hobert segue la sua amica – e documenta le sue lotte – nel corso di quattro anni, assomiglia un po' a quel film di Agnès Varda del 1977: una canta, l'altro na. Julia fa cose, tante, mentre Nina preferisce osservare. Certo, c'è anche un po' di nostalgia, con vecchie foto da ubriache e quell'abbronzatura vecchio stile anni '90. "Mi ha mostrato un mondo senza confini", dice Hobert, ma qualcosa è cambiato. Mentre Julia rimane fedele alle sue vecchie abitudini, conducendo "una vita decadente a Copenhagen" (qualsiasi cosa significhi), la vita di Hobert è diventata molto tranquilla.

Tuttavia, basta un altro incontro per rendersi conto che entrambe stanno cercando qualcosa, un significato: lo fanno in modo diverso. Combattono la dipendenza e il dolore, e cercano di eguagliare i risultati delle loro famiglie benestanti, che sorridono loro da una vecchia fotografia accanto a un titolo salace. Qui molte confidenze vengono condivise, a volte lacrimose, e questo può spaventare alcuni spettatori. Le loro conversazioni spaziano dai problemi di salute mentale al semplice "non sopporto di essere una donna", e ti chiedi se sono davvero più forti insieme, specialmente quando la vita le porta in direzioni così opposte. E anche se la costante voce fuori campo di Hobert diventa irritante, il senso di malinconia che suscita la sua storia non è spiacevole. In un certo senso, questo film sembra un addio a chi sono state per molto tempo. Ma dov'è quella canzone di Bette Midler quando ne hai bisogno?

Julia & I è diretto e prodotto da Nina Hobert per Nina Hobert Universe AB e Film I Skane.

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(Tradotto dall'inglese)

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