email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

FILM / RECENSIONI Regno Unito / Estonia

Recensione: Firebird

di 

- L'amore queer è messo a dura prova nel primo lungometraggio di finzione del regista estone Peeter Rebane, in parte ambientato in una base militare nell'Estonia occupata dai sovietici

Recensione: Firebird
Tom Prior (a sinistra) e Oleg Zagorodnii in Firebird

“The girls, they love to see you shoot…” ("Le ragazze amano vederti sparare..."), dice la canzone "I Love a Man in a Uniform" (1982) dei Gang of Four, che riflette sull'improbabile relazione tra sessualità e servizio militare. Anche se Firebird [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Peeter Rebane, che ha aperto il festival a tema LGBTQIA+ Flare del BFI la scorsa settimana, non ha un intento satirico (a differenza della canzone), questo film esplora come le immagini del potere militare e del dominio possano essere erotizzate, e rappresenta le caserme militari come un ambiente potenzialmente arcadico in cui la bellezza fisica maschile è esaltata.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
series serie

Tutto ciò è in linea con la visione di Rebane degli ultimi anni dell'URSS, dove il piacere e la libertà erano tenuti nascosti (le relazioni omosessuali erano un crimine in Russia fino al 1993). Sebbene sia un lavoro molto personale, basato su un libro di memorie poco conosciuto di Sergey Fetisov, che risuona con l'infanzia del regista nell'Estonia occupata, il film soffre della scelta di un tono generale e inoffensivo. È come se il regista cercasse di accontentare il grande pubblico, dando semplicemente un assaggio dell'angoscia presente nella storia originale.

Il film inizia nel 1977. I titoli sullo schermo, scritti con il carattere Courier che si trova nei programmi di videoscrittura dell'epoca, specificano la data e il luogo esatti: Haapsalu Air Force Base nell'Estonia occidentale. Sergey Serebrennikov (interpretato da Tom Prior), il cui cognome evoca i problemi dell'omonimo regista russo con la censura di Stato, è un giovane soldato che trascorre le ultime settimane di stanza alla base, dove il colonnello Kuznetsov (Nicholas Woodeson, che offre una performance superba e accattivante) loda il suo potenziale in campo militare, mentre Luisa (Diana Pozharskaya), una dattilografa con l'aspirazione di diventare un medico, sogna di sposarlo. Tuttavia, una sensazione di insoddisfazione lo divora dentro e l'apparizione fortuita di un nuovo tenente di volo russo, Roman (Oleg Zagorodnii), risveglia nuove passioni.

I due uomini si innamorano, vivono la loro storia d'amore clandestinamente, e Roman incoraggia le speranze di Sergey di formarsi come attore alla scuola di teatro di Mosca (al culmine della sua difficile condizione esistenziale, Sergey interpreta con una sincerità disarmante il monologo "essere o non essere" di Amleto , leggendo un libro della biblioteca del campo). La coppia fugge anche in città per assistere a un'esibizione mattutina del balletto di Stravinsky The Firebird. Anche se cercano di essere discreti, alcuni sguardi ostili iniziano ad accorgersi della loro avventura. Roman è costretto a sposare Luisa, che non conosce il suo vero orientamento sessuale, per fugare i sospetti su di lui. Questi riferimenti a testi classici, con le loro volatili passioni a cui aspirano questi militari repressi, servono solo a mettere in luce gli aspetti più insipidi di Firebird. Dopo un promettente primo atto, Rebane ha difficoltà ad evocare la resilienza della frustrata storia d'amore di Sergey e Roman, specialmente quando quest'ultimo sperimenta il matrimonio e la genitorialità.

Considerato il suo budget, Firebird ha un valore produttivo interessante e solido, e non dà mai l'idea di camuffare immagini esterne poco convincenti, come molti drammi d'epoca sono costretti a fare. A questa classicità si accompagna però un carattere conservatore, che procede a piccoli passi in una narrazione che ci lascia stranamente impassibili, anche quando i due uomini cadono nella disperazione. Il potenziale sovversivo di un amore che nasce in un ambiente maschilista dominato da pratiche di combattimento e torsi nudi viene traslato infine nel mondo del teatro di Mosca, esteticamente più raffinato, ma altrettanto noioso.

Firebird è una coproduzione tra Estonia e Regno Unito, guidata da The Factory e coprodotta da No Reservations Entertainment.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy