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INDUSTRIA / MERCATO Italia / Europa

Il futuro dell’ecosistema audiovisivo italiano ed europeo anima il talk “Cinema in cerca di nuove ispirazioni”

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- L’evento è stato organizzato da Cineuropa, AGICI e Vento & Associati ed ha visto la partecipazione di prestigiosi ospiti del comparto audiovisivo italiano

Il futuro dell’ecosistema audiovisivo italiano ed europeo anima il talk “Cinema in cerca di nuove ispirazioni”
Gli esperti che hanno partecipato al talk

Ieri 13 gennaio si è svolto in forma virtuale un talk “resiliente” sul futuro dell’ecosistema audiovisivo italiano ed europeo, intitolato “Cinema in cerca di nuove ispirazioni”. L’evento, organizzato da Cineuropa, AGICI (Associazione Generale Industrie Cineaudiovisive Indipendenti) e Vento & Associati, è stato interamente moderato da Valerio Caruso, direttore di Cineuropa, ed ha visto la partecipazione di numerosi esperti del comparto audiovisivo nazionale, ovvero Luigi Lonigro (presidente Distributori ANICA e direttore di 01 Distribution), Carlo Fontana (presidente AGIS e componente della giunta Confcommercio-Imprese per l’Italia), Giancarlo Leone (presidente APA – Associazione Produttori Audiovisivi), Mario Lorini (esercente e presidente ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Chiara Valenti Omero (presidente AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema), Cristina Priarone (presidente Italian Film Commissions) e Roberto Olla (direttore esecutivo di Eurimages).

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Dopo i discorsi di apertura di Andrea Vento ed Angelica Riganti, Caruso ha brevemente parlato dell’impatto economico della pandemia e delle tendenze del settore audiovisivo europeo degli ultimi anni, sottolineando quanto questo sia fragile e caratterizzato da “un tasso di crescita relativamente basso”. Secondo un recente rapporto dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, infatti, negli ultimi dieci anni si è registrata une decrescita dell’industria pari allo 0,2%. Un discorso a parte, invece, merita il comparto VOD, cresciuto dell’83% nel 2018 e capace di raggiungere i 100 milioni di abbonati nel 2019. Al contempo, si è registrata un’impennata della produzione seriale europea, raddoppiata nel corso degli ultimi cinque anni. Dopo un 2019 “relativamente buono per l’esercizio e la distribuzione,” il 2020 è stato, per ovvie ragioni, caratterizzato dal crollo del settore theatrical (-65%), una decrescita delle inserzioni pubblicitarie televisive (-16%) e dell’home entertainment (-5%) e da un accentuato sviluppo dei servizi OTT (+38%).

La parola è stata poi ceduta a Fontana, il quale non ha espresso preoccupazioni in merito all’azione ministeriale ma ha evidenziato la necessità di mantenere vivo il rapporto con il pubblico, soprattutto nel lungo termine. Gli effetti negativi della crisi sanitaria, pertanto, possono essere solo limitati tramite un’attenta e condivisa “strategia per lo spettacolo in tema di riaperture”. Leone ha parlato del contesto produttivo, spiegando come di fatto i set siano stati chiusi da fine febbraio fino al periodo giugno-luglio. Ad oggi, la produzione cinematografica e seriale “sono riprese con grandissima intensità” grazie al coraggio dei produttori ed all’azione ministeriale. Parlando dei rischi della “colonizzazione” delle piattaforme, Leone non vede nessun pericolo, a patto che questi attori “lavorino in strettissimo contatto con i produttori indipendenti, senza sostituirsi a loro e senza far valere la loro grande forza economico-finanziaria per adottare dei principi produttivi che non sarebbero quelli tipici del nostro paese”.

Parlando degli esercenti e della distribuzione, Lonigro ha detto che l’arrivo della pandemia in un momento di forza ha consentito a molti di resistere prima dell’arrivo dei ristori e bloccato un “momento di straordinario fermento”. Ha poi aggiunto che molti produttori ed autori hanno difeso coraggiosamente la centralità delle sale. A tal proposito, diversi titoli di rilievo, pronti da un anno, “hanno preferito aspettare la sala,” invece di optare per la distribuzione digitale. Lorini ha concordato con Lonigro sul tema della centralità delle sale e lodato gli sforzi dell’intero comparto, invitando gli operatori del settore a guardare avanti, nonostante le incertezze politiche e sanitarie ancora presenti nel 2021.

Priarone ha parlato del ruolo capillare delle film commission all’interno del panorama audiovisivo nazionale, sia in tempi pre-Covid e soprattutto in questo momento, il quale ha consentito di rendere l’Italia “un paese sicuro in cui girare”. Successivamente, Valenti Omero ha affermato che, nonostante “andare online sia stata una scelta obbligata” per l’80% delle rassegne e il contatto con gli spettatori ne abbia risentito, la digitalizzazione forzata ha portato ad una maggiore cooperazione tra festival ed una rinnovata visibilità, capace di intercettare nuovi segmenti di pubblico. Olla, invece, ha espresso cauto ottimismo in merito ai risultati di Eurimages, poiché nel 2020 l’organizzazione ha sostenuto due progetti in più rispetto all’anno precedente. La vera sfida, asserisce Olla, sarà quella relativa all’intervento del mercato a partire dal 2022, poiché “i distributori e le televisioni saranno più cauti nel prendere rischi” a causa della ridotta capacità d’investimento. “Se gli aiuti pubblici compenseranno la mancanza di vivacità del mercato, saremo forse in grado di attraversare questo periodo e mantenere costante la produzione a livello europeo,” ha aggiunto.

Negli ultimi quaranta minuti, l’evento ha ospitato due terne di interventi per porre alcune domande agli esperti già interpellati. La prima ha visto la partecipazione di Luciano Belloni, Fabio Meloni ed Alessandro Zanin e la seconda quella di Raffaella Bisceglia, Debora Desio ed Andrea Maffini. Il talk si è concluso con i saluti di Andrea Vento ed Angelica Riganti.

Guarda il talk qui:

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