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CAIRO 2020

Recensione: The Father

di 

- Anthony Hopkins offre una performance magistrale nell'adattamento di Florian Zeller della sua opera teatrale

Recensione: The Father
Olivia Colman e Anthony Hopkins in The Father

Quando mise in scena per la prima volta Le Père al Théâtre Hébertot di Parigi, nel 2012, Florian Zeller non poteva immaginare che la sua opera avrebbe avuto un'acclamata versione teatrale in lingua inglese dello sceneggiatore premio Oscar Christopher Hampton e due trasposizioni cinematografiche. Il primo adattamento per il cinema è stato Florida [+leggi anche:
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di Philippe Le Guay nel 2015, con Jean Rochefort e Sandrine Kiberlain, presentato in anteprima al Locarno Film Festival. Ora è il turno di Anthony Hopkins di interpretare il vecchio scorbutico che perde la testa in The Father [+leggi anche:
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, che oggi inaugura il Cairo International Film Festival. Questa nuova versione in inglese segna il debutto nel lungometraggio di Zeller, che è riuscito a coinvolgere un cast stellare, poiché ad affiancare Hopkins sono Olivia Colman, Mark Gatiss, Imogen Poots, Rufus Sewell e Olivia Williams.

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È facile capire perché l'opera di Zeller sia diventata il suo cavallo di battaglia, riprodotto in tutto il mondo sul palco e sullo schermo. The Father offre un ruolo da sogno a qualsiasi attore al di sopra di una certa età. Interpretando Anthony, affetto da demenza, il protagonista passa in un attimo dal fascino all’aggressività, dalla persuasione all'incoerenza. Permette a un attore di mostrare tutte le sue corde. In questo ruolo, Hopkins si presta a un vero e proprio tour de force. Come già dimostrato nel suo ruolo più caratteristico, l’Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti, ha questa incredibile capacità di rendere accattivante anche il personaggio più sgradevole. E questa è la chiave di The Father: dobbiamo perdonare a questo personaggio i suoi peccati affinché il film funzioni davvero.

The Father attinge anche allo spirito del tempo affrontando la demenza, un tema sempre più attuale. Che si tratti di discussioni davanti a una partita di calcio, o dell’effetto collaterale di una migliore assistenza sanitaria e di una dieta che portano all’invecchiamento della popolazione, la demenza è un argomento importante che colpisce molte persone, e non c'è abbastanza comprensione al riguardo nella società o nella professione medica. Ciò che Zeller fa straordinariamente bene non è tentare di realizzare un film sulla demenza, ma piuttosto cercare di dare al pubblico un'idea di come qualcuno con demenza potrebbe pensare.

È una storia abilmente raccontata, che si apre con una scena in cui la figlia di Anthony, Anne (Colman), rivela che si trasferirà a Parigi, il che apre il dilemma su cosa fare con il padre malato. È evidente in questa scena che l’uomo ha un problema con la memoria e lei ha deciso che, almeno stavolta, la propria vita deve avere la priorità. Sembra tutto molto chiaro, ma poi con un abile gioco di prestigio, mentre altri personaggi fanno visita ad Anthony, sostenendo tutti cose diverse, la storia diventa confusa. Le scene non si susseguono, si contraddicono e improvvisamente ci rendiamo conto che questo è il mondo dal punto di vista di Anthony: un mondo deformato. Ciò che è intrigante e ben articolato è che non solo Anthony sta lottando con la sua memoria, ma anche i suoi traumi, paure e problemi di cuore lo perseguitano.

Zeller va lodato anche per il suo adattamento dal palcoscenico allo schermo di una storia che si svolge principalmente in interni e in ambienti piccoli, cui riesce a dare comunque un respiro cinematografico. Aiutato da una fantastica scenografia ad opera di Peter Francis, dalla fotografia di Ben Smithard e dal montaggio astuto di Yorgos Lamprinos, The Father toccherà sicuramente le corde di molti spettatori. Il film potrebbe anche aprire la strada ad altri film sulla stessa linea, giacché Zeller ha scritto per il palco pure The Mother e The Son, che sono legati tematicamente a The Father.

The Father è prodotto dalla britannica Trademark Films e dalle francesi F Comme Film e Cine-@. Le vendite internazionali sono curate da Embankment.

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(Tradotto dall'inglese)

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