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BLACK NIGHTS 2020 Concorso

Recensione: The Dawn

di 

- L'apocalisse imminente mette a rischio una coppia sposata nel film di Dalibor Matanić, presentato in concorso al Black Nights di Tallinn

Recensione: The Dawn
Krešimir Mikić in The Dawn

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di Dalibor Matanić (vincitore del premio della giuria 2015 al concorso Un Certain Regard di Cannes) è stato senza dubbio il più grande successo internazionale del cinema croato dall'indipendenza del paese. Il prolifico regista ha rivelato all'epoca che il film era il primo capitolo di una trilogia. La seconda parte, The Dawn [+leggi anche:
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intervista: Dalibor Matanić
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, è stata ora presentata in concorso al Black Nights Film Festival di Tallinn.

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La storia è ambientata nel futuro prossimo distopico del 2021, in una valle scarsamente popolata. Una coppia sposata, composta da Matija (Krešimir Mikić, protagonista di The Last Serb in Croatia [+leggi anche:
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di Predrag Ličina e di Cutterhead [+leggi anche:
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intervista: Rasmus Kloster Bro
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di Rasmus Kloster Bro) e Ika (Tihana Lazović, il cui ruolo in The High Sun l'ha resa l'astro nascente del cinema croato ed europeo ) vivono con i loro due figli in una baracca. La povertà è l'ultimo dei loro problemi: la loro relazione è segnata da questioni irrisolte che ruotano attorno alla scomparsa del loro terzo figlio e da un senso di rovina imminente in tutta l'area che fa fuggire la popolazione a ritmi tali che persino la chiesa locale sta per chiudere.

A parte gli sforzi radioamatoriali di Matija, qui non c'è alcun segnale tv o radio, e le forze nemiche indicate solo come "loro" stanno arrivando dalla città, seminando il caos lungo il loro cammino. Inoltre, Ika e Matija provengono da ambienti diversi: Ika da quello del villaggio e Matija dalla città, il che lo rende sospetto agli occhi dei suoi vicini che temono che possa essere uno di "loro". I due hanno anche posizioni opposte riguardo al dilemma se trasferirsi nella relativa sicurezza della città o restare lì e continuare a cercare il figlio scomparso.

L'arrivo di uno sconosciuto chiamato anche lui Matija (l'attore sloveno Marko Mandić che ha lasciato il segno anche nel cinema tedesco con il suo ruolo nel western Gold [+leggi anche:
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intervista: Thomas Arslan
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di Thomas Arslan) che decide di costruire la sua casa vicino alla casa della coppia, e di una religiosa (Nataša Matjašec Rošker) chiamata ugualmente Matija, crea ulteriore confusione, sia per Ika che per “l'originale” Matija. Mentre Ika cerca di trovare il suo vero io nel mondo materiale e religioso, Matija è impegnato in una lotta dentro di sé, che deve vincere per proteggere i suoi cari.

Contrariamente alla chiara distinzione etnica tra "noi" e "loro" presente in The High Sun, Matanić qui va per divisioni più complesse e astratte, riempiendo il suo film di un'atmosfera densa e di un forte simbolismo. È al suo meglio quando gioca con elementi soprannaturali, creando una sorta di horror a combustione lenta e persino una scena d'azione mescolata con elementi musicali verso la fine del film. I personaggi sembrano essere ipnotizzati da specchi d'acqua e luci, sia naturali che artificiali, mentre la trama ha una svolta alle prime luci dell’alba.

Anche gli attori qui sono al top, mescolando i loro forti istinti con le indicazioni del copione di Matanić. Sia Lazović che Mikić scavano nel profondo di se stessi per canalizzare emozioni complesse, con Mandić particolarmente selvaggio quando usa la sua naturale espressività per esprimere un fascino ambiguo, mentre l'attore serbo Boris Isaković è l'ancora morale del film nel ruolo del locandiere locale. Splendidamente ripreso da Marko Brdar (già suo collaboratore per The High Sun) che sa trarre il meglio dalle località rurali italiane, e ritmicamente montato alla perfezione da Tomislav Pavlic, The Dawn è un'opera cinematografica superba.

The Dawn è una coproduzione croato-italiana di Kinorama, Ascent Film e RAI Cinema, con il supporto del MiBACT, il Centro audiovisivo croato (HAVC), Friuli-Venezia-Giulia Film Commission ed Eurimages. Cercamon gestisce le vendite.

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(Tradotto dall'inglese)

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