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VENEZIA 2020 Concorso

Recensione: Quo Vadis, Aida?

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- VENEZIA 2020: Lascia senza respiro il potente film di Jasmila Žbanić, incentrato su un'insegnante diventata traduttrice per le Nazioni Unite a Srebrenica che cerca di trovare la sua strada

Recensione: Quo Vadis, Aida?
Jasna Đuričić in Quo Vadis, Aida?

Pur non avendoci nulla a che fare, si presume, con il romanzo storico di Henryk Sienkiewicz sulla persecuzione dei primi cristiani a Roma, che Quo Vadis, Aida? [+leggi anche:
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di Jasmila Žbanić, in concorso alla 77a Mostra del Cinema di Venezia, sia un vero e proprio attacco di cuore. Frenetico e spietato, ci presenta Aida (Jasna Đuričić, fantastica), un'insegnante diventata traduttrice per le Nazioni Unite a Srebrenica che cerca di trovare la sua strada dopo che tutto è divenuto improvvisamente un inferno da quando l'esercito serbo ha preso il sopravvento. Al centro ci sono anche suo marito e due figli, ancora nascosti tra coloro che chiedono disperatamente un riparo nel campo.

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Il film ha un approccio alla guerra mozzafiato simile a Dunkirk [+leggi anche:
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mentre Aida letteralmente corre per salvare la sua famiglia. Come chi accompagna costantemente coloro che dovrebbero essere al comando, sa molto: troppo per accettare semplicemente le loro promesse e troppo per non essere a disagio mentre ripete queste parole vuote a tutte le facce stanche e confuse. Le viene detto, in due lingue ovviamente, che "gli olandesi hanno chiuso il cancello", anche se Srebrenica era stata dichiarata zona sicura delle Nazioni Unite.

Mentre il tempo stringe e tutta la zona continua a rimpicciolirsi, il film della Žbanić (montato dal mago di Cold War [+leggi anche:
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Jarosław Kamiński) si sviluppa come un vero e proprio thriller. Francamente, l'unica cosa che manca è un conto alla rovescia come in 24. Ma – non c’è probabilmente bisogno di allarme spoiler, data la fama cruenta della Srebrenica - non aspettatevi salvatori né colpi di scena dell'ultimo minuto in questa storia, poiché anche un uomo fiducioso che arriverà un aiuto alla fine si chiude in una stanza, chiedendo di essere lasciato solo.

Questa pesantezza corrisponde all'argomento, ma il film è anche stimolante e incredibilmente coinvolgente. Il tempo rallenta solo per un flashback, che porta a tempi più sereni, nientemeno che al concorso per il Miglior Taglio di Capelli della Bosnia orientale. Eppure, quasi subito, la trama torna a eludere le domande della gente al ritmo di "cosa sta dicendo?!" ripetuto ancora e ancora, ma non importa a nessuno. Non c'è da meravigliarsi se anche se non c'è un minuto da perdere, non certo per monologhi grandiosi, la Žbanić (che, dopotutto, ha vinto un Orso d'oro per Il segreto di Esma [+leggi anche:
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) mostri ogni aspetto della guerra: la mancanza di comunicazione, la totale impotenza di quasi tutte le persone coinvolte nonostante le loro dichiarazioni e la consapevolezza che non c'è via d'uscita che colpisce all'improvviso come un sudore freddo. Il fatto che non parli di un passato remoto, ma di un evento del 1995 - che ha già descritto come "un enorme trauma per tutti i bosniaci" - lo rende ancora più terrificante, soprattutto se filtrato da tutte queste voci che chiedono "patriottismo" in questi giorni. È molto significativo che a Quo Vadis, Aida?, le persone che vengono armate siano quelle che conosci: gli ex studenti di Aida, il collega d’università di qualcuno. È assurdo e spaventoso e può succedere di nuovo.

Scritto dalla Žbanić, Quo vadis, Aida? è stato prodotto da Damir Ibrahimovich e dalla regista per Deblokada Produkcija, co-prodotto da Coop99, Digital Cube, Extreme Emotions, Indie Prod, N279 Entertainment, Razor Film Produktion, Tordenfilm AS, Österreichischer Rundfunk (ORF) e TRT (Turchia). Vendite internazionali a cura di Indie Sales.

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(Tradotto dall'inglese)

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