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CANNES 2020

Cannes svela una bella Selezione ufficiale in absentia

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- Tra i 56 lungometraggi che viaggeranno con l’etichetta Cannes 73 brillano i film di Wes Anderson, François Ozon, Maïwenn, Thomas Vinterberg, Im Sang-soo, Naomi Kawase e Steve McQueen

Cannes svela una bella Selezione ufficiale in absentia
The French Dispatch di Wes Anderson

"La cancellazione non è mai stata un'opzione". Il mondo intero conosce il Festival di Cannes e tutta la galassia dell'industria cinematografica mondiale conosce l'ostinazione incandescente di Thierry Frémaux, l'immancabile delegato generale del grande evento annuale della settima arte. Nessuno è rimasto quindi sorpreso di vederlo più combattivo che mai quando la crisi sanitaria e le decisioni delle autorità pubbliche hanno definitivamente seppellito la speranza di uno svolgimento quest'anno sulla Croisette del 73° Festival di Cannes (inizialmente programmato dal 12 al 23 maggio, e poi in un periodo individuato tra la fine di giugno e l'inizio di luglio). Tant’è che ci sarà comunque una Selezione ufficiale 2020 e il suo marchio aiuterà i film nelle loro carriere e aiuterà le sale (duramente colpite dalla crisi della pandemia) a risollevarsi.

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Dopo aver accantonato la possibilità di un evento online (in virtù della difesa del primato del grande schermo in materia di grande cinema) e aver guidato fermamente la sua barca sulla scacchiera sempre competitiva (nonostante il drammatico contesto globale) dei grandi festival internazionali (due settimane fa Venezia ha deciso di non accettare nessun film di Cannes a differenza di San Sebastian e Toronto), Thierry Frémaux ha quindi completato con successo la sua operazione cinefila e strategica annunciando oggi a Parigi (affiancato dal presidente Pierre Lescure, che è stato appena riconfermato per un terzo mandato) una lista di 56 film che compongono una Selezione ufficiale eccezionalmente senza distinzioni in sottoprogrammi (concorso, fuori concorso, Un Certain Regard, proiezioni speciali).

Il potere di attrazione di Cannes rimane innegabile al di là delle circostanze inedite poiché il festival ha ricevuto un numero record di candidature (2.067 lungometraggi) e numerosi cineasti abituati a partecipare ai massimi livelli sulla Croisette sono ancora una volta protagonisti, in particolare l'americano Wes Anderson (che aveva aperto in concorso il Festival di Cannes 2012), il francese François Ozon (tre partecipazioni in concorso), la sua connazionale Maïwenn (Premio della giuria nel 2011 e Premio per l'interpretazione femminile nel 2015), il danese Thomas Vinterberg (Premio della giuria nel 1998 e Premio per l'interpretazione maschile nel 2012), il sudcoreano Im Sang-soo (in concorso nel 2010 e 2012) e la giapponese Naomi Kawase (cinque partecipazioni in concorso e un Grand Prix nel 2007).

Sono da citare anche l'inglese premio Oscar Steve McQueen (con due film realizzati per la BBC), il belga Lucas Belvaux (in concorso nel 2006), il giapponese Kôji Fukada, la libanese Danielle Arbid, lo spagnolo Fernando Trueba, i francesi Emmanuel Mouret ed Elie Wajeman, lo svedese Magnus von Horn, il bulgaro Kamen Kalev, l'inglese Francis Lee, e ancora, il film d'animazione americano Soul di Pete Docter.

Se si eccettuano i film di Paul Verhoeven, Leos Carax, Bruno Dumont, Kirill Srebrennikov e Nadav Lapid che hanno scelto di aspettare fino al 2021, o la nuova opera di Nanni Moretti che si suppone si giochi la carta del supporto nazionale alla Mostra di Venezia, questa Selezione ufficiale 2020 di un Festival di Cannes senza festival comprende molti dei titoli più attesi di questa primavera, il che rappresenta un vero tour de force in contumacia nel contesto devastante (e potenzialmente molto scoraggiante) della crisi sanitaria che consolida Cannes, anche senza edizione fisica, come il n°1 degli eventi cinematografici mondiali.

Al di là degli headliner, questa Selezione ufficiale inedita segna un rinnovamento molto netto dal momento che il 28,5% dei titoli è diretto da donne e che sono in vetrina 15 opere prime (su 909 film candidati). Tutte opere che trarranno il massimo dal marchio di Cannes così come i 21 film francesi selezionati (una proporzione insolitamente alta) il cui marketing potrà beneficiare di questo sigillo per distinguersi presso gli acquirenti e durante il loro successivo sfruttamento. Perché non va dimenticato, se il Festival di Cannes ha scelto di rimanere molto fermo e di non superare il confine che separa il grande schermo e il mondo virtuale, il suo Marché du Film si svolgerà comunque online dal 22 al 26 giugno (leggi la news).

I films di Cannes 2020:

Già selezionati a Cannes almeno una volta

The French Dispatch [+leggi anche:
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- Wes Anderson (Regno Unito/Francia/Germania)
Été 85 [+leggi anche:
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- François Ozon (Francia)
True Mothers - Naomi Kawase (Giappone)
Lovers Rock - Steve McQueen (Regno Unito)
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- Steve McQueen (Regno Unito)
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 - Thomas Vinterberg (Danimarca/Svezia/Paesi Bassi)
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 - Maïwenn (Francia)
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- Jonathan Nossiter (Italia/Francia)
Heaven: To The Land Of Happiness - Im Sang-soo (Corea del Sud)
El olvido que seremos - Fernando Trueba (Colombia)
Peninsula - Yeon Sang-ho (Corea del Sud)
In the Dusk [+leggi anche:
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intervista: Sharunas Bartas
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- Sharunas Bartas (Lituania/Francia/Repubblica Ceca/Serbia/Portogallo/Lettonia)
Des hommes [+leggi anche:
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- Lucas Belvaux (Francia/Belgio)
The Real Thing - Koji Fukada (Giappone)

Selezionati a Cannes per la prima volta

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- Danielle Arbid (Francia/Belgio)
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- Marie-Castille Mention Schaar (Francia)
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- Emmanuel Mouret (Francia)
Souad - Ayten Amin (Egitto/Tunisia)
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- Ben Sharrock (Regno Unito)
Rouge - Farid Bentoumi (Francia/Belgio)
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- Magnus von Horn (Polonia/Svezia)
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- Ludovic et Zoran Boukherma (Francia)
February - Kamen Kalev (Bulgaria)
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- Francis Lee (Regno Unito)
Un médecin de nuit - Elie Wajeman (Francia)
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- Oskar Roehler (Germania)
Nadia, Butterfly - Pascal Plante (Canada)
Here We Are - Nir Bergman (Israele/Italia)

Film collettivo

Septet: The Story Of Hong Kong - Ann Hui, Johnnie To, Tsui Hark, Sammo Hung, Yuen Woo-Ping, Patrick Tam (Hong Kong)

Opere prime

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- Viggo Mortensen (Canada/Regno Unito/Danimarca)
Pleasure - Ninja Thyberg (Svezia/Paesi Bassi/Francia)
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- Charlène Favier (Francia)
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- João Paulo Miranda Maria (Brasile/Francia)
Broken Keys - Jimmy Keyrouz (Libano)
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- Samir Guesmi (Francia)
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- Déa Kulumbegashvili (Georgia)
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- Fanny Liatard, Jérémy Trouilh (Francia)
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- Suzanne Lindon (Francia)
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- Nicolas Maury (Francia)
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 - Nora Martirosyan (Armenia/Francia/Belgio)
John and the Hole - Pascual Sisto (Stati Uniti)
Striding into the Wind - Wei Shujun (Cina)
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- Dani Rosenberg (Israele/Francia)

Documentari

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 - Dieudo Hamadi (Repubblica Democratica del Congo/Belgio/Francia)
The Truffle Hunters - Michael Dweck, Gregory Kershaw (Italia/Stati Uniti/Grecia)
9 jours à Raqqa - Xavier de Lauzanne (Francia)

Commedie

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- Caroline Vignal (Francia)
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- Bruno Podalydès (Francia)
Un triomphe - Emmanuel Courcol (Francia)
Le Discours - Laurent Tirard (Francia)
L'Origine du monde - Laurent Lafitte (Francia)

Film d'animazione

Earwig and the Witch - Goro Miyazaki (Giappone)
Flee - Jonas Poher Rasmussen (Danimarca/Francia/Svezia/Norvegia)
Josep [+leggi anche:
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intervista: Aurel
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- Aurel (Francia, Spagna)
Soul - Pete Docter, Kemp Powers (Stati Uniti)

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(Tradotto dal francese)

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