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VISIONS DU RÉEL 2020

Recensione: Amor Fati

di 

- Il terzo lungometraggio della regista portoghese Cláudia Varejão ci trasporta in un universo parallelo dove la realtà si trasforma in sogno

Recensione: Amor Fati

Cláudia Varejão torna per la seconda volta a Visions du réel per presentare nella Competizione Internazionale Amor Fati [+leggi anche:
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, una coproduzione fra Portogallo, Svizzera e Francia. Amor Fati fa eco al primo lungometraggio di Varejão Ama-San [+leggi anche:
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(Visions du réel 2016 e vincitore di numerosi premi fra cui la menzione speciale della giuria a Karlovy Vary) nel descrivere un mondo a parte, misterioso e spiazzante.

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Amor Fati è uno di quei film che ti ipnotizzano grazie alla bellezza delle sue immagini e alla precisione del montaggio che regala alle sequenze filmate un significato “altro”, nascosto e misterioso. Come tanti piccoli haiku raccolti in un solo volume, le differenti sequenze che compongono il film sfidano la nostra capacità a seguire una storia a primo acchito incomprensibile seppur altamente seducente. Varejão ci accompagna presentandoci una serie di personaggi che hanno in comune una sensibilità unica. Questa loro apparente lungimiranza nasce dall’incontro con la loro “dolce metà”, la metà che li completa e li fa finalmente sentire ancorati al mondo così come loro lo percepiscono.

Evidentemente il film va al di là dei cliché e non si accontenta di esplorare l’incontro di coppia “classico”: amoroso ed eterosessuale, al contrario apre gli occhi dello spettatore su una serie molto vasta di possibilità: una coppia di ragazzi/e che sfida le convenzioni di genere, una madre e le sue figlie, due donne anziane in un villaggio, un ragazzo cieco e sua madre, ma anche un musicista e la sua allieva (a sua volta membro di una famiglia di musicisti), un musicista e il suo strumento, o ancora un ragazzo drag e il suo cucciolo, un falconiere e il suo pennuto e una sorta di santo eremita e il suo cavallo, senza dimenticare le immancabili gemelle (peccato siano  dipinte per l’ennesima volta in modo molto caricaturale mentre sul soggetto ci sarebbero decisamente cose più interessanti da esplorare).

Ciò che accomuna tutte queste coppie è una forza d’attrazione tanto forte da plasmarne persino l’apparenza (come la coppia di ragazzi/e che indossano entrambi/e un vestito da sposa vintage o il santo eremita che sfoggia una chioma di capelli bianchi simile a quella del suo destriero). Sprovvisto di voix-off e solo raramente accompagnato da stralci di conversazioni, Amor Fati spia le espressioni, i gesti che nascono dalla condivisione quotidiana di uno stesso universo (di valori, credenze, abitudini) per ricostruire storie simili malgrado tutto.

Amor Fati è un film che va gustato lasciando da parte l’ossessione del capire tutto. Al di là delle biografie delle coppie che compongono il film, ciò che conta davvero è osservare il risultato di un incontro unico: quello di due esseri che si completano, la cui presenza reciproca basta a sentirsi realizzati. Marcato da una sorta di realismo magico che ci fa fluttuare fra sogno e realtà, Amor Fati ci propone l’alternativa a un mondo marcato dalla performance persino nelle relazioni di coppia (messe in scena obbligatorie sui social, caccia sfrenata al match perfetto su Tinder…). Una parentesi incantata che ci fa capire che non tutto può essere calcolato e che a volte la vera felicità nasce senza cercarla.

Amor Fati è prodotto dalla portoghese Terratreme Filmes, dalla svizzera Mira Film, dalla francese La Belle Affaire Productions e da RTP – Radio e televisão de Portugal. È distribuito nella Svizzera dalla zurighese Vinca Films.

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