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VISIONS DU RÉEL 2020

Visions du Réel svela la programmazione di un’edizione interamente ripensata

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- La maggior parte della programmazione iniziale della 51esima edizione del festival di Nyon (17 aprile-2 maggio) sarà visibile gratuitamente online

Visions du Réel svela la programmazione di un’edizione interamente ripensata
Il mio corpo di Michele Pennetta

Sono 500 per ogni film i fortunati spettatori che potranno visionare online e gratuitamente, dal 17 aprile al 2 maggio, la quasi totalità (75%) dei film originariamente selezionati per la 51esima edizione di Visions du Réel (che conta un totale di 128 film, la metà dei quali di registe donne). Tutte le competizioni sono mantenute salvo i premi speciali Zonta e Fipresci. Le giurie, i membri delle quali hanno accettato all’unanimità la sfida, visioneranno i film da casa, e dibatteranno e delibereranno online.

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Anche la maggior parte delle attività dell’industry (uno dei mercati più importanti nel panorama cinematografico europeo) sono state adattate per potersi svolgere online. La convivialità e gli scambi che hanno sempre caratterizzato il festival verranno quest’anno sostituiti da piccole interviste con i registi che saranno accessibili sul sito del festival, così come i dibattiti (con fra gli altri i membri del comitato di selezione) e le masterclass (leggi la news). Il festival ha anche dovuto reinventare le sue cerimonie d’apertura e di chiusura, anch’esse, per forza di cose, virtuali.

I film selezionati nelle sezioni competitive (Lungometraggi, Burning Lights, Medio e cortometraggi e Opening Scenes) saranno visibili dal 17 aprile sul sito Online Visions du Réel, suddivise in due blocchi principali (17-24 aprile e 25 aprile-2 maggio), in collaborazione con la piattaforma Festival Scope. Tutti film selezionati nella Competizione nazionale saranno invece disponibili online, e durante 24 ore per ogni film, via il sito web della RTS. La sezione Grand Angle, che riunisce il meglio dei festival appena conclusi proponendo dei film dalle forti potenzialità, conta quest’anno otto film (dei 13 inizialmente previsti) che saranno presentati su dafilms.com dove si potranno anche vedere alcuni film di Petra Costa e Peter Metteler. Infine la piattaforma per i documentari indipendenti Tënk ospiterà i film della sezione non competitiva Latitudes e una selezione di film della Maître du réel di quest’anno Claire Denis.

Dei 14 film selezionati nella Competizione internazionale lungometraggi (di cui ben 13 prime mondiali), 11 sono produzioni e coproduzioni europee. Fra questi quattro film svizzeri in prima mondiale: Il mio corpo [+leggi anche:
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, secondo lungometraggio del giovane regista italiano svizzero d’adozione Michele Pennetta che torna a indagare i conflitti propri all’Italia così come i rapporti difficili con l’altro, Kombinat [+leggi anche:
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 di Gabriel Tejedor (già menzione speciale della giuria Cinéma Suisse nel 2017 con Rue Mayskaya [+leggi anche:
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) che si focalizza invece sulle condizioni di vita in Russia piena di contraddizioni, Nemesis [+leggi anche:
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 del regista e produttore Thomas Imbach e la coproduzione fra Portogallo, Svizzera e Francia Amor Fati [+leggi anche:
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intervista: Cláudia Varejão
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 che segna il ritorno di Cláudia Varejão (Ama-San [+leggi anche:
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). L’Italia sarà rappresentata da Francesca Mazzoleni che in Punta sacra [+leggi anche:
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intervista: Francesca Mazzoleni
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 dipinge il quotidiano di un gruppo di guerriere romane dei tempi moderni. Il film tedesco Purple Sea di Amel Alzakout e Khaled Abdulwahed ci fa invece letteralmente vivere la fuga disperata della regista dalla Siria, mentre Anerca, Breath of Life [+leggi anche:
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 dei finlandesi Johannes e Markku Lehmuskallio ci porta nel cuore delle tradizioni dei popoli autoctoni del Circolo polare artico. Tutt’altro ambiente invece per Davos [+leggi anche:
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 degli austriaci Daniel Hoesl e Julia Niemann. Tre infine le coproduzioni europee: El Father Plays Himself [+leggi anche:
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di Mo Scarpelli (Venezuela/Regno Unito/Stati Uniti), Non Western [+leggi anche:
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 di Laura Plancarte (Regno Unito/Stati Uniti/Messico) e The Pageant [+leggi anche:
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intervista: Eytan Ipeker
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 di Eytan Ipeker (Turchia/Francia/Israele/Germania).

Nella seconda sezione competitiva più importante, Burning Lights, sono invece 7 su 11 le produzioni e coproduzioni europee. Nel primo gruppo troviamo: il film svizzero sòne: di Daniel Kemény, il francese Pyrale di Roxanne Gaucherand e il tedesco An Unusual Summer del regista d’origine palestinese Kamal Aljafari, mentre nel secondo, due coproduzioni con il Regno Unito (Intimate Distances di Philip Warnell e On a Clear Day You Can See the Revolution From Here di Ben Evans James e Emma Charles), così come due con la Francia (NA China di Marie Voignier e The Disqualified [+leggi anche:
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di Hamza Ouni. Tutte prime mondiali.

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