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Francia

Elie Wajeman • Regista di Médecin de nuit

"Volevo trattarlo come una sorta di detective privato che si aggira per la grande e pericolosa città"

di 

- Il regista parla del suo ottimo noir esistenzialista etichettato dalla Selezione ufficiale di Cannes e finalmente lanciato nelle sale francesi

Elie Wajeman  • Regista di Médecin de nuit
(© Lucie Belarbi/Partizan Films)

Film teso e ben fatto guidato dall'interpretazione di un Vincent Macaigne che attraversa il caos della notte parigina e della sua esistenza, Médecin de nuit [+leggi anche:
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(Quinzaine des Réalisateurs 2012) e Les Anarchistes [+leggi anche:
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(Semaine de la Critique 2015). Etichettato dalla Selezione ufficiale del Festival di Cannes 2020, arriva finalmente nelle sale francesi, distribuito da Diaphana.

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Cineuropa: Come è nata l’idea di un film noir su un medico notturno parigino?
Elie Wajeman: È nata dal mio desiderio di fare un adattamento del Platonov di Cechov, di renderlo un medico notturno e di farlo diventare un film noir con una trama criminale. Man mano che il lavoro procedeva, mi sono staccato da Platonov. Inizialmente, non avevo molta familiarità con il mondo di un medico notturno, ma avevo la sensazione che sarebbe stato un grande personaggio di finzione che mi avrebbe permesso di mostrare sia la città che l'intimità entrando nelle case delle persone, nei loro appartamenti parigini. Volevo trattarlo come un puro personaggio romanzesco, una sorta di detective privato che si aggira per la grande e pericolosa città.

Questo medico notturno opera in una zona grigia dai confini un po' sfocati a contatto con i tossicodipendenti.
Il suo impegno ha diversi strati. Quello che ha con i tossicodipendenti rasenta l'illegalità, ma non è illegale perché ha il diritto di prescrivere il Subutex, che da anni salva vite. Ma ho spostato il limite più in là con la pressione dei doveri familiari verso suo cugino che lo porterà davvero all'illegalità. La questione della zona grigia è sostanzialmente ciò che il film noir offre da sempre.

Che tipo di indagine ha fatto per scrivere una sceneggiatura così documentaria per vari aspetti?
Amo indagare e cerco sempre storie che mi permettano di farlo. Ho incontrato poliziotti specializzati nel traffico di Subutex, e farmacisti che mi hanno raccontato i segreti della loro professione perché dietro le belle facciate, la situazione è molto caotica: non bisogna dimenticare che vendono droghe, roba chimica che trasforma. Ho anche assistito al processo di un medico accusato di aver trafficato il Subutex e a quello di un farmacista sospettato di aver partecipato a una rete. Mi sono reso conto che scivolare nell'illegalità era un fatto piuttosto comune. Ovviamente ho anche accompagnato in numerose occasioni i medici notturni, quelli che hanno completamente smesso di vivere di giorno, esattamente come nel film con quest'uomo che è diventato dipendente dalla notte e che si riaffaccerà al giorno. Tutto questo ha alimentato la scrittura ben documentata della sceneggiatura.

Su questa base documentaria, ha innestato l’elemento romanzesco.
Cerco la tensione tra documentario e finzione. La notte e il medico notturno, sono elementi romanzeschi: ci muoviamo fuori dalle maglie della società, possiamo facilmente avere storie d'amore segrete. Ma era anche molto importante che ci fossero scene in stile documentario, soprattutto con i pazienti.

Lei evoca come riferimenti Mean Streets, Bob il giocatore, I trafficanti della notte, Il cattivo tenente, Scarface di Hawks. Si può anche pensare al primo James Gray.
Volevo raccontare una storia di famiglia a Parigi, con una dimensione slava, russa, ebraica est-europea, allontanarmi dal racconto francese pur facendone uno. Come Le notti bianche di Dostoevskij, che ha generato il film di Luchino Visconti, ma anche Two Lovers. Quello che mi piace particolarmente è la tensione che c'è nelle narrazioni al confine tra film di genere e film esistenziali come in L'ultima corvé di Hal Ashby per esempio. Ma Médecin de nuit non è cinema americano perché faccio storie molto francesi. Quello che mi piace di questo film è che sono andato dritto: è violento, duro, oscuro.

A causa della crisi sanitaria, il film esce nelle sale un anno dopo aver ricevuto l’etichetta della Selezione ufficiale del Festival di Cannes. Ha approfittato di questo tempo sospeso per andare avanti su altri fronti?
Ho due progetti in corso. Uno è sulla scia di Médecin de nuit: un film serrato, parigino, noir, ma un po' più divertente e ancora con Vincent Macaigne, che è stato un incontro determinante nel mio percorso di regista.

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(Tradotto dal francese)

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