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BIFFF 2021

Stef Lernous • Regista di Hotel Poseidon

"Se dovessi definire Hotel Poseidon, direi che è un film onirico"

di 

- Con il suo primo lungometraggio, il regista belga offre un'esperienza cinematografica allucinatoria, una riflessione sulla decrepitezza e il declino

Stef Lernous • Regista di Hotel Poseidon

Incontro con il regista teatrale Stef Lernous, che con Hotel Poseidon [+leggi anche:
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, il suo primo lungometraggio presentato in anteprima mondiale al BIFFF, propone un'esperienza cinematografica allucinatoria, una riflessione sulla decrepitezza e il declino.

Cineuropa: Che cosa l’ha spinta a passare al cinema con questo progetto in particolare?
Stef Lernous:
Sono sempre stato interessato a personaggi come Dave, il protagonista di Hotel Poseidon, gli outsider. Dei veri personaggi di film. Perché se in realtà questi personaggi non sono così lontani da noi, quando vengono presentati al cinema, in un tempo condensato, assumono una dimensione grottesca. È il risultato di una fascinazione per questo tipo di personaggi, ma anche delle immagini che avevo in mente, e che ho potuto trascrivere solo al cinema, come il finale della scena della festa, ad esempio, che rimanda in particolare ai film di zombi. Questi personaggi, queste scene, queste situazioni si sono in qualche modo fuse in una sorta di sogno cinematografico.

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Ciò che collega il film alla realtà è anche la riflessione sul declino, la decrepitezza, la decadenza... È quella della nostra società?
Questa è una delle cose che mi interessava, in effetti. Come artisti, siamo chiamati, soprattutto quando riceviamo aiuti statali, a confrontarci con la realtà. Ovviamente possiamo scegliere il modo in cui trattarla, non dobbiamo necessariamente fare un film politico, ma parliamo comunque del mondo. Non voglio fare il profeta della fine del mondo, sono piuttosto ottimista, ma il mondo sta cambiando e sta anche arrivando alla fine di qualcosa. Si potrebbe pensare che a questo punto un reset sarebbe il benvenuto. Questo è anche qualcosa che abbiamo provato con il Covid, ci abbiamo persino quasi creduto a un certo punto, con questo ritorno in forze della natura sulle attività umane... Può sembrare un po' strano, ma penso che ci sia un po' di quello in Hotel Poseidon, un po' di quella speranza. Si svolge altrove, in un universo parallelo, un mondo sporco e degenerato, ma sentiamo, in fondo, che non è così lontano dal nostro. È un mondo in cui il contatto sociale è scarso, con pochissima empatia. Nel film è quasi divertente, nella vita reale ovviamente è un’altra storia.

Può dirmi di più su questo Hotel Poseidon, che è un vero personaggio del film? Come ha scelto di trattarlo?
Ho una passione per La caduta della casa degli Usher di Edgar Allan Poe, dove la casa è un personaggio a sé stante. E poi amo le case, se fossi ricco collezionerei case! Questo era al centro della mia voglia di fare cinema. Il mio scenografo ha fatto un lavoro incredibile costruendo l'hotel da zero. Avevamo una sorta di sala espositiva, di un bianco immacolato, e nel giro di un mese il team l'ha trasformata in un posto fantastico, un ambiente molto organico, non necessariamente realistico, ma vivace. Abbiamo anche lavorato molto sul sound design, che ha contribuito a dare un'anima all'hotel. In effetti, quando ci penso, guardando il film senza il sound design, o la colonna sonora, si potrebbe dire che è una commedia. Una volta aggiunti, la tensione cambia drasticamente. Il suono è anche il genere del film. Ogni stanza ha il proprio rumore di fondo, che suscita ansia.

Come descriverebbe il ​​genere del film? Quali sono le opere che la ispirano?
Se dovessi davvero scegliere un genere, sceglierei il genere fantastico, ma in realtà percorriamo diversi generi. Preferisco pensare che il film non rientri in una casella. Direi comunque che è un film da festival, per un pubblico pronto a sorprendersi. Quanto alle ispirazioni, non sono necessariamente quelle a cui vengo spesso associato. La gente mi parla di cinema onirico – o da incubo – di Lynch, che è un genio ovviamente, dell'universo iper saturo di Caro & Jeunet in Delicatessen, di Roy Andersson, i cui personaggi sono spesso particolarmente smorti… Sono tutti riferimenti molto belli, ma in verità mi ritrovo altrettanto nei film di John Waters! Ovviamente, mi nutro della mia storia di cinefilo, ma alla fine l'idea è più quella di liberarmi dal genere. Oppure, se ci fosse un genere "onirico", ci incasellerei volentieri Hotel Poseidon!

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(Tradotto dal francese)

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