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VENEZIA 2018 Orizzonti

Mahmut Fazıl Coşkun • Regista

"Il colpo di Stato del 2016 in Turchia è stato una coincidenza totale"

di 

- VENEZIA 2018: Abbiamo conversato con il turco Mahmut Fazıl Coşkun, che partecipa a Orizzonti con la commedia The Announcement, che ruota intorno a un colpo di Stato fallito

Mahmut Fazıl Coşkun  • Regista
(© La Biennale di Venezia - foto ASAC)

Il regista turco Mahmut Fazıl Coşkun ha realizzato il suo primo film, Wrong Rosary, nel 2009, per il quale ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il premio Tiger dell’International Film Festival di Rotterdam e al Film Festival di Istanbul come miglior regista. Il suo secondo film, Yozgat Blues [+leggi anche:
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, è stato terminato nel 2013 ed è stato presentato in anteprima al San Sebastián Film Festival. Il suo nuovo lavoro, The Announcement [+leggi anche:
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intervista: Mahmut Fazıl Coşkun
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, è nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia 2018.

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Cineuropa: Questo film è stato ispirato, o è un commento, dal tentato colpo di Stato militare del 15 luglio 2016?
Mahmut Fazıl Coşkun: Il colpo di Stato avvenuto in Turchia nel 2016 è stato una coincidenza totale. Abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura di The Announcement quattro anni fa e avevamo già terminato una bozza della sceneggiatura quando è avvenuto il colpo di Stato. Mi è sembrato così strano vedere il golpe accadere mentre stavamo per iniziare le riprese due mesi dopo, e io ero lì seduto a casa, a guardare le notizie sul colpo di Stato in TV, e naturalmente, ho capito che era quasi la stessa storia della mia sceneggiatura. Era molto strano.

Che cosa c'era nel colpo di Stato fallito del 1963 che l’ha spinta a voler dirigere un film a riguardo?
A quel tempo, tra il 1960 e il 1963, ci furono tre tentativi di golpe, due dei quali falliti e uno riuscito. Sembrava un momento interessante. Sono nato nel 1970, quindi non ho vissuto quel momento, e così ho dovuto indagare dai giornali e dai diari dei colonnelli, oltre ad alcuni libri. Ho chiesto ai miei genitori cosa fosse successo, e hanno detto che nessuno reagì contro il colpo di Stato. Mi sono concentrato su una parte molto piccola di esso. Ad esempio, ad Ankara, che non vediamo nel film, penso che alcune persone siano morte e tre dei leader siano stati impiccati.

Lo stile del film ricorda molto le commedie sardoniche di artisti come Aki Kaurismäki e i primi fratelli Coen; erano ispirazioni?
Mi piace l'umorismo insensato, l'osservazione e stare un passo indietro, probabilmente riflette la mia personalità. Certo che mi piacciono questi film e quell'umorismo. Ma penso che sia diverso da Kaurismäki e dai Coen perché tagliano molto, mentre io faccio riprese più lunghe, scenografie e montature accuratamente progettate. Volevo mostrare il mondo ideale dei militari. Quando dico militare, si applica a qualsiasi tipo di idealismo – comunisti, fascisti o materialisti – chiunque abbia un mondo ideale, che per me è la struttura, la scatola stessa, della società. Nel film, volevo solo sentire le voci fuori campo, le voci degli altri.

Ci sono molte inquadrature tecniche e, come dice lei, sentiamo un sacco di persone fuori campo che poi corrono in scena e le vediamo attraverso le auto. Può dirmi perché ha voluto farlo?
La cornice di un film crea una gerarchia in sé. Metti le cose davanti o dietro e lasci qualcosa all'esterno, ma in realtà il mondo è più grande della cornice. Quando crei una cornice nel cinema, allontani il mondo intero al di fuori di esso, e la mia idea era di dire "Okay, stai incorniciando qualcosa, ma ti manca anche qualcosa". Quindi il mondo non è perfetto, e io voglio sentire questo.

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(Tradotto dall'inglese da Elisa Flammia)

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