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Franck Ribière • Regista

“Gli spettatori vogliono vedere i film dove e quando vogliono a un prezzo equo”

di 

- Abbiamo parlato con Franck Ribière, venuto a presentare il suo film La Femme la plus assassinée du monde in anteprima mondiale al BIFFF di Bruxelles

Franck Ribière • Regista
Il regista Franck Ribière (© Franck Ribière)

Prodotto da FontanaLa Femme la plus assassinée du monde [+leggi anche:
intervista: Franck Ribière
scheda film
]
di Franck Ribière è un thriller misterioso che potrà ben presto vantarsi d’essere la prima produzione belga su Netflix. Racconta la storia di Paula Maxa, attrice e star del teatro Grand Guignol, morta più di 30 000 volte sul palcoscenico, il che la rende la donna più assassinata al mondo. Abbiamo parlato con il regista, venuto a presentare il suo film in anteprima mondiale al Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles.

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Cineuropa: Come le è venuta l’idea di questo film come suo primo lungometraggio di finzione?
Franck Ribière:
Produco film di genere da tempo e in realtà, ho sempre voluto realizzarlo, ma aspettavo di avere un tema che mi stesse a cuore e sul quale avessi qualcosa da dire. Ho sempre pensato che fosse possibile trovare un argomento “franco-francese”, un argomento toccante, di cui si sa qualcosa, un argomento nel quale sia possibile identificarsi. Quindi, quando ho ricevuto la sceneggiatura in inglese che parlava di Paula Maxa, del teatro Grand Guignol, dell’arrivo del cinema e dei primi film horror americani, mi sono detto che forse c’era qualcosa di cui parlare e da realizzare.  

Prima di ciò, era coproduttore per Álex de la Iglesia. Cosa l’ha spinta a realizzare un film tutto suo?
Mi sono reso conto che gli spagnoli, sempre molto dinamici nella produzione di film di genere, utilizzavano in maniera smisurata la loro storia, il loro passato per dare lustro ai loro film. Così è stato per tutti i film iberici che hanno ottenuto un certo successo nel mondo. In seguito, parlando con Álex e con altre persone, mi sono reso conto che iniziavo ad avere le idee ben chiare su quello che volevo fare. Era giunto il momento di fare questo passo e confrontarmi con il pubblico.

La Femme la plus assassinée du monde sarà la prima produzione franco-belga su Netflix. Qual è la sua opinione sul crescente coinvolgimento di queste nuove piattaforme di distribuzione nell’industria cinematografica?
Sono una possibilità poiché permettono ai film di arrivare a un pubblico più vasto. Penso che le piattaforme come Netflix costituiscano il futuro del panorama audiovisivo. Abbiamo notato che il pubblico delle sale cinematografiche inizia ad invecchiare e i consumatori di questo nuovo modello sono in media molto giovani. Le loro abitudini sono cambiate: oggi, gli spettatori vogliono vedere i film quando vogliono, dove vogliono e a un prezzo equo. Del resto, è il motivo per cui si scaricano i film. So che questi nuovi mezzi sono spesso visti come un problema, ma lo sono se si decide di considerarli come tale. Si sono liberati dalla cronologia dei media, ed è questo che non piace alle persone. Ma in realtà, svolgono lo stesso lavoro che le emittenti tradizionali hanno smesso di fare poiché sono diventate troppo caute, hanno smesso di rischiare e inondano il mercato di attori che si imitano a vicenda puntando solo a quello che va bene al pubblico.

Dunque, secondo lei, questi nuovi mezzi potrebbero portare a una ridistribuzione dei film di genere per il grande pubblico?
Certamente. Netflix permette maggiore libertà creativa. Basta guardare ciò che propongono all’interno del loro catalogo, sono dei film che non assomigliano per nulla a quello che ci propongono le sale cinematografiche francesi, mentre abbiamo visto che i film di genere vanno bene, basta guardare il successo di Get Out. Ci dimentichiamo troppo spesso che i grandi registi, acclamati agli Oscar, come Guillermo del Toro o Alfonso Cuarón, hanno iniziato la loro carriera realizzando film di genere. Oggi i film di genere acquisiscono una certa notorietà grazie alla qualità della loro regia e soprattutto grazie alle eccellenti interpretazioni degli attori e all’empatia che creano con il pubblico.  

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(Tradotto dal francese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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